Anno Vecchio | Anno Nuovo

31 Dicembre, ultimo giorno dell’anno solare 2018, da domani inizia un nuovo anno nella concezione comune. Cicli e ricicli si susseguono da almeno 4,4 miliardi di anni (tempo stimato di nascita della terra?), la misurazione, il calcolo del tempo nei millenni è stato sempre uno dei punti chiave delle diverse popolazioni che si sono succedute sul suolo di questo pianeta, le prime fonti ufficiali (?) le troviamo a partire dal 4000 A.C con i Sumeri, che hanno dato all’astronomia, alla matematica e, conseguentemente alla misura del tempo, un contributo basilare, che ha costituito il punto di partenza per tutte le altre culture che si sono affacciate sul Mediterraneo, Caldei, Egizi, Greci, Persiani, Fenici, Babilonesi, Romani…ecc.

Tutte queste grandi civiltà hanno attribuito alla misurazione del tempo un importanza fondamentale e sull’astronomia, dal greco: αστρονομία = αστηρ/αστρον (stella) + νόμος (legge), hanno fondato la maggior parte dei loro Miti che sono arrivati sino a noi, seppur abbiano perso almeno in parte il loro significato originario, arcano, esoterico.

Aristotele concepì il tempo come un entità indipendente dagli avvenimenti e suscettibile di misura. L’importanza della misurazione, e quindi in un certo modo nell’adottare una regola di tempo, (gli egiziani definivano il loro anno uep renpet, wp rnpt = iniziatore dell’anno come il tempo necessario per il raccolto) inizialmente era dovuta alla regolamentazione dei lavori agricoli che si svolgevano nei campi, lavori che si basavano sui cicli lunari, cicli che pure i sacerdoti riprendevano per le loro celebrazioni liturgiche. Con l’avvento dell’Impero Romano, alla misurazione del tempo necessaria per i lavori nei campi subentrò anche il pagamento da parte del popolo e degli agricoltori, di tasse o meglio tributi (in latino munera) che dovevano essere versati in periodi ben precisi dell’anno, si aggiunse quindi alla motivazione della semina/raccolto anche un motivazione fiscale se cosi possiamo dire. Nell’arco di pochi secoli quello che era nato come un sistema virtuoso per regolare la vita, il ciclo vitale dei popoli si trasformò lentamente in un “circolo” vizioso di controllo. Il tempo, anzi la misurazione di esso divenne un sistema per controllare e modificare la vita delle genti.

Oggi, non ci chiediamo il perché le cose avvengano o perché le cose stanno cosi come sono, abbiamo delegato al sistema quella che doveva essere la nostra vita, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, passano scanditi da varie “feste” o eventi che “ci accadono”di cui non sappiamo né il significato, né tanto meno il motivo, siamo talmente assuefatti, arresi, accidiosi (nel senso che uccidiamo la vita stessa) che preferiamo piuttosto riempire il tempo che ci rimane con eventi, feste, oggetti, relazioni fittizie, con cose da fare o da comprare, che il sistema è pronto a proporci, per evitare di confrontarci con quel vuoto interiore che è la causa principale del mal’essere che la società odierna vive costantemente, dovuto sopratutto al modo in cui pensa, o meglio al modo in cui è stata abituata a pensare.

Domanda: Se scoprissimo invece la data della nostra morte?

Anni addietro usci nelle sale cinematografiche una pellicola che si intitolava “Dio esiste e vive a Bruxelles”. Nel film in questione uno degli eventi principali, sui cui si base e si snoda tutta la trama, è proprio questo aspetto, cioè a tutta l’umanità viene inviato sul proprio cellulare un SMS con scritta la data della loro morte. Le reazioni ovviamente sono le più disparate, ma quello che conta è una cosa sopratutto: continueresti a fare quello che stai facendo?

“Ogni momento, preso da solo, rappresenta una particella dell’eterna creazione. CONSIDERATE ogni ora come un’UNITA’ di VITA a SE STANTE in ogni momento noi possiamo estrarre le sostanze più sottili che possiamo chiamare ”l’essenza della vita” i momenti che costituiscono il tempo sono delle sostanze. Per estrarre dalla vita ciò che vi è in essa di più prezioso dovete essere capaci di fare un’operazione chirurgica sulle vostre emozioni. Ordinariamente l’uomo vive semplicemente seguendo il flusso. Non è semplicemente addormentato: è completamente morto. Guardate i risultati di tutti i vostri sforzi del passato e pensate a quale significato ora hanno, nell’ultim’ora della vostra vita. Lavoro su di sé… una cosa strana, impercettibile, ma per molti impossibile vivere senza. Vivere ogni ora con sempre più maggiore profitto… Fate un piano dettagliato dell’ultima ora della vostra vita. Cercate di immaginare in modo abbastanza chiaro voi stessi nell’ultima ora della vostra vita sulla terra… Scrivete una specie di sceneggiatura di quest’ultima ora”. (L’ultima ora della vita – G.I Gurdjieff)

La risposta alla domanda non dovete darla fuori, o scriverla tra i commenti, il sentito interiore che questa genera è vostra proprietà. Affrontiamo l’anno che verrà con questo sentito se vogliamo che qualcosa cambi nella vostra vita. Auguri a tutti!

Di: Placido Schillaci

About the author

Placido Schillaci
Placido Schillaci
Placido Schillaci By Placido Schillaci

Donazione

Sostieni Centro Studi Antropologici e gli studi inerenti agli argomenti trattati. Grazie di cuore!

Categorie

Privacy Policy