I fiori del male | Charles Baudelaire

 

Dai viaggi che amara conoscenza si ricava!
Il mondo monotono e meschino ci mostra,
ieri e oggi, domani e sempre, l’immagine nostra:
un’oasi d’orrore in un deserto di noia! 

Partire? Restare? Se puoi restare, resta;
parti, se devi. C’è chi corre, e chi si rintana
per ingannare quel nemico che vigila funesto,
il Tempo! Qualcuno, ahimè! Corre senza sosta,

come l’Ebreo errante e come l’apostolo,
al quale non basta treno o naviglio,
per fuggire l’infame reziario; e chi invece
sa ucciderlo senza uscire dal nascondiglio.

Infine quando ci metterà il piede sulla schiena,
potremo sperare e urlare: Avanti!
E come quando partivamo per la Cina,
gli occhi fissi al largo e i capelli al vento,

cosi c’imbarcheremo sul mare delle Tenebre
col cuore del giovane che è felice di viaggiare.
Di quelle voci ascoltate il canto funebre
e seducente: « Di qui! Voi che volete assaporare

il Loto profumato! E’ qui che si vendemmiano
i frutti prodigiosi che il vostro cuore brama;
venite a inebriarvi della dolcezza strana
di questo pomeriggio che non avrà fine!»

Dal tono familiare riconosciamo lo spettro;
laggiù i nostri Piladi ci tendon le braccia.
« Per rinfrescarti il cuore naviga verso la tua Elettra!»
dice quella cui un tempo baciavamo le ginocchia.

“O Morte, vecchio capitano, è tempo!
Sù l’ancora!
Ci tedia questa terra, o Morte!
Verso l’alto, a piene vele!
Se nero come inchiostro
è il mare e il cielo,
sono colmi di raggi
i nostri cuori, e tu lo sai!
Su, versaci il veleno
perché ci riconforti!
E tanto brucia nel cervello
il suo fuoco,
che vogliamo tuffarci nell’abisso
Inferno o Cielo cosa importa?
Discendere l’Ignoto nel trovarvi
nel fondo al fine il nuovo!

Tratto da “I fiori del male” di Charles Baudelaire

About the author

Annalisa Pollina
Annalisa Pollina
Annalisa Pollina By Annalisa Pollina

Donazione

Sostieni Centro Studi Antropologici e gli studi inerenti agli argomenti trattati. Grazie di cuore!

Categorie

Privacy Policy