Che cos’è il controllo? | Gli agenti del sistema

“Che cos’è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo virtuale elaborato al computer, creato per tenerci sotto controllo, al fine di convertire l’essere umano in questa”. (Matrix)

                                              

Che cos’è il controllo? Ma soprattutto chi esercita controllo? Su chi viene esercitato e perchè?

La parola “Controllo” deriva dal francese contrôle contro registro, quindi registro tenuto in doppia copia, composto da contre contro e rôle registro, dal latino rotulus rotolo. Niente a che vedere con l’idea che abbiamo oggi noi di controllo. Il controllo nasce come registro doppione di un altro, compilato con scopi di verifica e vigilanza, non una voce può essere inserita sfuggendo al riscontro del controllo. E passare da verifica e vigilanza a padronanza e dominio il passo è breve. Possiamo dire che i media, la tv, internet, esercitano un controllo sulla società attuale, possiamo anche dire mutuando da alcune correnti complottiste che i grandi gruppi finanziari, la massoneria o quella che viene chiamata nobiltà nera, ad esempio Rockfeller, Rothschild, ecc…ecc, hanno creato volutamente un sistema che gli permetta di governare in maniera indisturbata; può essere che sia così! Conosciamo quanto l’ormai degenerato psichismo possa creare aberrazioni del genere o quella che viene chiamata “sinistra coscienza” possa spingersi a tali atti, ma non è questo il punto.

Tornando alla domanda “che cos’è il controllo?”, invece di andare a cercare la risposta o la soluzione sempre fuori di noi, facciamo un passo indietro. Il controllo in primis viene esercitato da noi stessi, o meglio da determinati ego o aggregati (parti interne) che non permettono alla coscienza di sperimentare ciò per cui è venuta a questo mondo, il controllo per cosi dire ad un “ottava discendente”, è operato da noi stessi, noi siamo il controllore ed il controllato, mutuando dalla tradizione gnostica l’idea che l’arconte (l’agente del sistema) tiene l’anima imprigionata nel corpo fisico affinché dimentichi la sua natura pleromatica, allo stesso modo l’arconte (schematizzando) è una parte di noi stessi, quelle parte che ci sabota continuamente che non ci permette di fare determinate esperienze inventando scuse, giustificazioni, nascondendosi dietro il “non sono capace”, “non ci riesco”, “sono sfigato”, ecc…ecc.

Che cosa è il controllo? È la facoltà di spegnere quelle macchine volendo. Giusto, è così. Hai fatto centro, quello è avere il controllo”. (Matrix Reloaded)

Possiamo dire che la maggior parte delle nostre dinamiche psicologiche (sopratutto negative ma anche positive) è dovuta a noi stessi, non c’è nessuno là fuori che controlla ciò che fai o che sta lì a seguire tutti i movimenti o spostamenti della tua vita, non frega niente a nessuno di quello che fai, anche perché questo sentirsi seguiti, spiati, controllati dall’esterno, nasconde semplicemente un enorme bisogno di considerazione, se la fuori non c’è nessuno che mi considera io non esisto”, questo è ciò che afferma l’ego, è l’aggregato che ha bisogno di essere riconosciuto, di essere considerato, di essere messo al centro dell’attenzione, perché è di questa attenzione che si nutre (dove va la tua attenzione, va la tua energia). Un facile esempio lo troviamo nelle persone anziane, quando necessariamente devono raccontare le loro storie/avventure di gioventù, non che ne siano coscienti, anzi ne sono del tutto incoscienti di quello che fanno e di come agiscono, fatto sta che quel modo lì di agire e semplicemente una richiesta di considerazione. Non soltanto le persone di una certa età presentano questa dinamica, anzi ne siamo tutti sottomessi, perché è cosi che ci hanno educato o meglio condizionato, a portare fuori la nostra attenzione, gli altri devono darci attenzione senza la loro attenzione non siamo nulla.

“Sappi che questa casa può essere utile solo a coloro che hanno riconosciuto la propria nullità e credono nella possibilità di cambiare”. (G.I. Gurdjieff)

Quello che leggiamo sopra viene da uno scritto appeso alle pareti della study house al Prieurè di Gurdjieff, e ci dice chiaramente che la possibilità di cambiare avviene solo dopo aver riconosciuto la propria nullità, nullità che sperimentiamo nel momento in cui iniziamo a non elemosinare più attenzione dagli altri, a non chiedere continuamente alle persone che ci stanno attorno di darci la loro considerazione, nel momento in cui vediamo che siamo noi i controllori del nostro mondo psicologico; “il cielo resta il limite da superare”, i cieli sono uno stato ben preciso, superarli vuol dire entrare in diretta connessione con il Padre Cosmico Comune, con il Principio Primo, il Propator, la Pienezza dell’Essere.

Il controllo è ciò che ci divide dalla connessione con il padre, il controllo sono tutti i nostri pensieri, stati emotivi, sensazioni limitanti, negative e positive, per prima cosa bisogna lavorare agli stati interni, smontare pezzo dopo pezzo tutte le nostre credenze, affinché emerga la nostra parte Reale, l’Essere. Dobbiamo renderci conto che senza un lavoro atto, da prima ad osservare, ed in secondo tempo a lavorare direttamente a smontare, a sciogliere tutto ciò che ci lega a determinate dinamiche, non abbiamo possibilità di crescere, di “svegliarci”.

Dopo aver chiaro questo, allora possiamo valutare anche il fatto che il controllo viene esercitato anche da parti esterne a noi, a cui inconsciamente abbiamo delegato un potere, “la società, gli amici, la famiglia”, ognuno di questi gruppi o cerchi (di costrizione) esercita in maniera diretta o indiretta un controllo sulla nostra vita fisica e psicologica, e per questo che dobbiamo rimanere attenti, prudenti, come sta scritto in Matteo (10, 16-17): “io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe”.

Questo è in sintesi il significato di controllo, i nostri limiti sono il controllo, tutto ciò che noi pensiamo e sopratutto crediamo di essere è ciò che ci controlla, ad un “ottava superiore” possiamo anche affermare che il corpo fisico da un certo punto di vista è un controllo, colui che controlla e limita i nostri sensi, dobbiamo “credere per vedere”, dobbiamo cercare di far emergere lo spirito che alberga dentro ognuno di noi, solo attraverso lo spirito che è impavido possiamo abbattere e superare il controllo.

“Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” (Gv 20, 19 – 25)

“Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito”. (Mt. 23, 1-12)

Per concludere riportiamo un passo del vangelo gnostico “Pistis Sophia” in cui Gesù spiega come viene inserita un anima all’interno del corpo fisico e la nascita dello spirito di opposizione…..chi ha orecchie per intendere, intenda! Qui c’è sapienza!

Maria prosegui ancora domandando al salvatore: Mio Signore, ti interrogo ancora, non nascondermi (nulla). Or dunque, mio Signore, chi è che costringe l’uomo a peccare? Il salvatore rispose e disse a Maria: Sono gli arconti del destino che costringono l’uomo a peccare. Maria rispose domandando al salvatore: Mio Signore, gli arconti vengono, forse, giù nel mondo per costringere l’uomo a peccare? Il salvatore rispose e disse a Maria: Non è in questo modo che essi discendono nel mondo. Quando, per mezzo degli arconti del destino, un’anima antica è in procinto di discendere, gli arconti di quel grande destino […]danno all’anima antica un calice dell’oblio, proveniente dal seme della cattiveria, ripieno di ogni genere di passioni e di ogni oblio. Non appena l’anima beve dal calice, dimentica tutti i luoghi nei quali era andata, e tutti i castighi tra i quali era passata. Quel calice dell’acqua dell’oblio diventa un corpo all’esterno dell’anima, rassomigliante all’anima in tutte le forme, e simile a lei: esso è il cosiddetto spirito di opposizione. Se, invece, è un’anima nuova tratta dal sudore degli arconti e dalle lacrime dei loro occhi, o piuttosto dall’alito della loro bocca, in breve, se è una delle anime nuove, o una di quel genere di anime che sono tratte dal sudore, i cinque grandi arconti del grande destino prendono il sudore di tutti gli arconti dei loro eoni, l’impastano assieme, lo dividono e lo trasformano in anima. […] I cinque grandi arconti del grande destino degli eoni, gli arconti del disco solare e gli arconti del disco lunare soffiano in quell’anima, e da loro esce una parte della mia forza, come vi dissi sopra, e la parte di questa forza rimane all’interno dell’anima affinché l’anima possa sussistere. All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo. È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: “Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me”. (tratto dal Vangelo di Pistis Sophia, Cap 131)

Di: Placido Schillaci 

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