“E’ necessario innanzitutto che la gente capisca bene che cosa sia il karma. Tale parola sanscrita significa “Legge di azione e conseguenza”. E’ ovvio che non esiste causa senza effetto, né effetto senza causa. Qualsiasi atto della nostra vita, positivo o negativo, ha le sue conseguenze”. (Samael Aun Weor)

Studiando la tradizione iniziatica ad un certo punto ci troviamo difronte a due leggi che vengono descritte come fondamentali, ed ineludibili, la legge del Karma e la legge del Dharma. Una delle schematizzazioni in cui si cerca di spiegare tali leggi e chiamata “La bilancia della giustizia”. Questa raffigurazione che viene dall’antica religione egizia (secondo il Libro dei morti nel capitolo 125) ci parla di ciò che avviene dopo i processi post-mortem. Anubi, il giudice del karma tiene sul piatto di una enorme bilancia, il cuore del defunto, mentre sull’altro piatto si trova la “piuma“, ovvero la Maat, la verità, sotto il cui giudizio veniva sottoposto il defunto prima di poter accedere all’aldilà, la pesatura del cuore in contrapposizione alla piuma stava a simboleggiare la “leggerezza” intesa come l’equilibrio che nell’esperienza di vita doveva sperimentare quell’anima. Il “gioco” per portare equilibrio nella bilancia sta proprio nell’alleggerirsi il cuore, ovvero spogliarsi dalla materia, dalla materia degli arconti come troviamo scritto in Pistis Sophia, dalle densità emotive, sentimentali e psichiche, consumare Karma come si direbbe nelle tradizioni orientali, ritornare a quella purezza che è simboleggiata dalla piuma e dalla sua leggerezza. Il karma dal nostro punto di vista diventa proprio il “peso” di cui ti carichi durante l’esperienza di vita, ciò che appesantisce il tuo cuore appunto, e di cui bisogna liberarsi.

                                       

Qualsiasi atto della nostra vita, positivo o negativo, ha le sue conseguenze. Il Karma è la legge della Compensazione, non della vendetta. Ci sono alcuni che confondono questa legge Cosmica con il determinismo e il fatalismo e credono che tutto ciò che capita all’uomo sia determinato inesorabilmente da tutto quello che è successo prima. E’ vero che gli atti dell’essere umano sono determinati dall’ereditarietà, dall’educazione e dalla paura, ma è anche vero che l’uomo ha il libero arbitrio e può modificare le sue azioni, educare il suo carattere, formare dei comportamenti superiori, combattere debolezze e fortificare virtù”. (Samael Aun Weor)

Il “peso/karma” che si accumula nell’esperienza di vita, schematizzando, ha molto a che fare con la natura inferiore, in riferimento alle passioni dell’animale, natura inferiore/passioni che non sono il “male” assoluto, ma sono proprio funzioni dello uomo che non essendo veicolato verso uno sviluppo armonico, tende a manifestare la parte più irruenta, distruttrice, nella tradizione Induista troviamo in riferimento proprio a questo, due elementi rappresentanti due divinità vediche; Pitta, il fuoco dell’irruenza, il fuoco non controllato, la forza che distrugge, e Agni, il fuoco controllato, trasmutato, che prende la via della coscienza. Rendere “Santo” lo spirito, da questo punto di vista vuol dire proprio purificarlo, pulirlo, ritornare alla stato originario di connessione con Dio, con il padre, il Kether della tradizione cabalista, tradizione quest’ultima che con l’albero sephirotico ed i suoi due pilastri; pilastro della “misericordia” e pilastro della “giustizia” ci parla, ad un livello di comprensione dello stesso schema, tra l’altro fra questi due pilastri si trova proprio quello dell’equilibrio in cui vi sono i vari livelli della coscienza (Kether, Tiphereth, Jesod e Malkuth), che è il pilastro principale su cui si fonda tutto l’edificio del tempio (interiore).

“Potenze del regno collocatevi sotto il mio piede sinistro e nella mia mano destra!

Gloria ed Eternità! toccate le mie due spalle e prendetemi per le vie della vittoria!

Misericordia e Giustizia! siate l’equilibrio e lo splendore della mia vita!

Intelligenza e Saggezza! datemi la Corona!”

(Invocazione del saggio Salomone)

La “bilancia della giustizia” quindi può essere vista come il “pendolo” oscillante tra il positivo è il negativo, la prima forza e la seconda forza, il Tao nella filosofia tradizionale cinese, il pavimento a scacchi nella tradizione massonica, ci indicano lo stesso principio, per far si che questa bilancia si mantenga in equilibrio (la leggerezza) c’è bisogno che si manifesti la terza forza, terza forza che non è materiale ma spirituale, tornando al concetto già espresso in altri scritti che 1 + 1 = 3, ossia dall’unione delle due forze (prima forza – maschile/attiva, seconda forza – femminile/passiva) ne nasce una terza, sottile, impalpabile, immateriale, ma che esiste, lo “spirito santo” che troviamo nella tradizione cristiana sta a rappresentare proprio questa forza, che guarda caso si manifesta nel mito di “Cristo” nel momento in cui avviene la purificazione attraverso il battesimo nelle acque del Giordano come è riportato in diversi passi dei vangeli:

“Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo, e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto”. (Luca 3,21-22)

“Pretendiamo fedeltà dal coniuge quando noi stessi siamo stati adulteri in questa vita o nelle precedenti. Chiediamo amore quando siamo stati spietati e crudeli. Sollecitiamo comprensione quando non abbiamo mai saputo comprendere nessuno, quando non abbiamo mai imparato a vedere il punto di vista altrui. Aspiriamo alle gioie più grandi quando siamo stati sempre motivo di molti dispiaceri. Avremmo voluto nascere in una bella famiglia e tra mille comodità quando, in altre esistenze, non abbiamo saputo offrire ai nostri figli serenità e sicurezza. Protestiamo contro chi ci insulta quando abbiamo sempre insultato il nostro prossimo. Vogliamo che i nostri figli ci obbediscano quando non abbiamo mai saputo obbedire ai nostri padri. Ci indispone tremendamente la maldicenza quando siamo stati sempre calunniatori e abbiamo riempito il mondo di dolore. Ci infastidisce il pettegolezzo, non vogliamo che nessuno mormori di noi, tuttavia ci siamo sempre cimentati in chiacchiere e commenti, parlando male degli altri, amareggiando loro la vita. In pratica abbiamo sempre reclamato quello che non abbiamo mai dato. In tutte le vite anteriori siamo stati malvagi e per questo meritiamo il peggio; ma noi sempre pensiamo che ci debba toccare il meglio. Fortunatamente, cari amici, la Giustizia e la Misericordia sono le due colonne portanti della Fraternità Universale Bianca. La giustizia senza misericordia è tirannia, la misericordia senza giustizia è tolleranza, compiacenza con il delitto. Il karma è negoziabile, e questa è una cosa che potrà sorprendere moltissimo i seguaci delle varie scuole ortodosse. Certamente alcuni pseudo esoteristi e pseudo occultisti sono diventati troppo pessimisti nei confronti della legge di Azione e Conseguenza. Suppongono erroneamente che questa attui in modo meccanico, automatico, crudele. Gli eruditi credono che non sia possibile alterare questa legge; molto sinceramente io dissento da questo modo di pensare”. (Samael Aun Weor)

Di: Placido Schillaci