La Macchina Umana

Compendio sui Cinque Centri della macchina

Tratto dagli insegnamenti di G.I. Gurdjieff

 

“Il più grande errore, egli diceva, è credere che l’uomo abbia un’unità permanente. Un uomo non è mai uno. Continuamente egli cambia. Raramente rimane identico, anche per una sola mezz’ora. Noi pensiamo che un uomo chiamato Ivan sia sempre Ivan. Ma non è così. Ora è Ivan, in un altro momento è Pietro, e un minuto più tardi Nicola, Sergio, Matteo, Simone, anche se tutti pensiamo che sia sempre Ivan. Sapete che Ivan non può commettere certe azioni, mentire per esempio, ed ora scoprite che Ivan ha mentito e siete tutti sorpresi che lui, Ivan, abbia potuto fare questo. Infatti, Ivan non può mentire, è Nicola che ha mentito ed a ogni occasione Nicola mentirà nuovamente, perché Nicola non può fare a meno di mentire. Rimarrete stupiti rendendovi conto della moltitudine di questi Ivan e Nicola che vivono in un solo uomo. Se imparerete ad osservarvi non avrete più bisogno di andare al cinema”.

“Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky

 

In questo compendio cercheremo di dare le basi per lo studio della macchina biologica attraverso lo schema utilizzato da Gurdjieff ed Ouspensky sui cinque centri.

 

Il corpo è una macchina biologica.

 

Esso rende possibile la manifestazione nel mondo fisico (tridimensionale, sensoriale) dello spazio psicologico di ciascuno. Se non esistesse il corpo fisico, lo spazio psicologico non potrebbe manifestarsi.

La macchina umana è organizzata in tre cervelli : cervello intellettuale,  cervello emozionale e cervello motore.

I tre cervelli funzionano attraverso cinque Centri.

Il cervello intellettuale possiede 1 Centro (Centro intellettuale) con sede nella scatola cranica cioè nell’encefalo.

Il cervello emozionale possiede 1 Centro (Centro emozionale) e ha due sedi: una nel cuore e una nel cosiddetto plesso solare, cioè la rete nervosa in prossimità della bocca dello stomaco.

Il cervello motore ha 3 Centri: Centro motore propriamente detto, con sede nel midollo spinale cervicale; Centro istintivo (o viscerale), con sede nel midollo spinale lombare; Centro sessuale, con sede nelle ghiandole sessuali (ovaie e testicoli). 

È indispensabile capire la struttura della macchina umana. Il nostro principale errore è credere di avere un cervello solo. Le funzioni di questo cervello le chiamiamo: il cosciente; tutto ciò che apparentemente non rientra in esse lo chiamiamo: l’inconscio o il subcosciente. È questo il nostro errore capitale. Per ora vorrei chiarire come l’attività della macchina umana, cioè del corpo fisico, sia retta non da uno, ma da più cervelli indipendenti gli uni dagli altri, aventi funzioni distinte e distinti campi di manifestazione. Questa è la prima cosa da comprendere, poiché da essa dipende ogni ulteriore comprensione.

Lo studio di sé deve cominciare dallo studio delle prime quattro funzioni/centri della macchina: Intellettuale, Emozionale, Istintiva e Motrice. La funzione/centro Sessuale può essere studiata solo molto più tardi, dopo che queste quattro funzioni siano state sufficientemente comprese. Contrariamente a quanto affermano le teorie moderne, la funzione sessuale viene in realtà dopo le altre, cioè nella vita essa appare più tardi, dopo che le prime quattro funzioni si sono pienamente manifestate, ed è da esse condizionata. Di conseguenza lo studio della funzione sessuale può essere utile soltanto quando le prime quattro sono interamente conosciute in tutte le loro manifestazioni.

Al tempo stesso, bisogna capire che qualsiasi irregolarità seria o anomalia nella funzione sessuale rende impossibile lo sviluppo di e persino lo studio di sé. Cerchiamo ora di comprendere (COM = CUM insiemee PRE-HENDERE prendere) le prime quattro funzioni.

Funzione Intellettuale =C.I :Non dobbiamo confondere questo centro con la “mente”. La “mente” è un’altra cosa, e non appartiene alla macchina biologica. Il Centro intellettuale, invece, è un organo del corpo fisico. Esso funziona attraverso la cosiddetta “logica della ragione”, cioè attraverso il ragionamento, processo particolarmente studiato da Aristotele nella sua teoria sul sillogismo (protesi, antitesi, sintesi). E’ un Centro lento, perché il processo logico avviene tramite un susseguirsi di scelte binarie successive, ognuna basata su un proprio particolare percorso. Questo centro gestisce tutti i processi mentali, percezione delle impressioni, formazione di rappresentazioni e di concetti, ragionamento, comparazione, affermazione, negazione, formazione di parole, discorsi, immaginazione e cosi via.

Funzione Emozionale = C.E : gestisce le emozioni, gioia, dispiacere, rabbia, paura, sorpresa, tristezza, disprezzo e cosi via. Il Centro emozionale, gestito dall’Essenza, dovrebbe trasformare tutti i nostri sentimenti in comprensione, compassione e amore. Invece, a causa della presenza dell’Ego nel nostro spazio psicologico, noi non siamo più capaci di provare delle vere emozioni, ma diventiamo il bersaglio di interferenze capaci di produrre soltanto emozioni negative: batticuore, brivido, pianto, riso, stretta allo stomaco, blocco del respiro ecc.Ciò accade perché abbiamo perduto la capacità di stupirci: la natura, la musica e l’arte in genere, il rapporto con i nostri simili sono cose che non stupiscono più: ci si stupisce solo di fronte al brutto, all’inverosimile, all’azzardato, al trasgressivo.Il Centro emozionale è più rapido di quello intellettuale, perché si fonda non sul ragionamento, ma sull’intuizione.

Funzione Istintiva = C.I : le parole “istinto”, “istintivo” sono generalmente usate in senso sbagliato e molto spesso senza alcun senso. In particolare si attribuiscono all’istinto delle manifestazioni esteriori che sono in realtà inerenti alla funzione motrice, e talvolta e quella emozionale.Un Centro istintivo scarico e mal equilibrato, predispone alla malattia e al disadattamento. Poiché questo Centro elabora le sostanze e le impressioni che provengono dal mondo esterno, è importante proteggerlo vigilando su di esse, in particolare sull’alimentazione e sulle percezioni sensoriali.

La Funzione Istintiva, nell’uomo, comprende a sua volta quattro specie di funzioni:

  1. Tutto il lavoro interno dell’organismo, tutta la fisiologia, per così dire; la digestione e l’assimilazione del cibo, la respirazione, la circolazione del sangue, tutto il lavoro degli organi interni, la costruzione di nuove cellule, l’eliminazione dei residui, il lavoro delle ghiandole a secrezione interna e così via.
  2. I cosiddetti “cinque sensi”, la vista, l’udito, l’odorato, il gusto, il tatto e tutti gli altri, come il senso del peso, della temperatura, della secchezza e dell’umidità, vale a dire tutte le sensazioni indifferenti, sensazioni che, di per sé, non sono né gradevoli, né sgradevoli.
  3. Tutte le emozioni fisiche; cioè tutte le sensazioni fisiche che sono gradevoli o sgradevoli; ogni genere di dolori o di sensazioni sgradevoli, come ad esempio un sapore o un odore sgradevole, e ogni genere di piacere fisico, come i sapori e gli odori gradevoli, e cosi via.
  4. Tutti riflessi, anche i più complicati, come il riso e lo sbadiglio; ogni genere di memoria fisica, come la memoria del gusto, dell’odore del dolore che sono in realtà dei riflessi interni.

Funzione Motrice = C.M : tutti i movimenti esteriori, come camminare, scrivere, parlare, mangiare, e i ricordi che ne restano. Alla funzione motrice appartengono ancora quei movimenti che il linguaggio corrente definisce “istintivi”, come quello di raccogliere senza pensarci un oggetto che cade.Governato dall’Essenza, questo Centro esprime grazia ed armonia; governato dall’Ego, cioè nelle sue condizioni abituali, si esprime in modo sgraziato e disarmonico: tic nervosi, contratture muscolari, movimento a scatti, voce sgradevole e stridula ecc.

La differenza fra la funzione istintiva e la funzione motrice e molto chiara e facile a comprendersi; è sufficiente ricordarsi che tutte le funzioni istintive, nessuna esclusa, sono innate e non è necessario impararle per potersene servire; mentre nessuna delle funzioni motrici è innata, e occorre acquisirle tutte, cosi come il bambino impara a camminare, e come si impara a scrive e a disegnare. Oltre a queste funzioni motrici normali, esistono ancora delle strane funzioni di movimento che rappresentano il lavoro inutile della macchina umana, lavoro non previsto dalla natura, ma che occupa un gran posto nella vita dell’uomo e consuma una grande quantità della sua energia. Esse sono: la formazione dei sogni, l’immaginazione, il fantasticare, il parlare con se stessi, il parlare per parlare e in genere tutte le manifestazioni che sono incontrollate e incontrollabili.

Le quattro funzioni, intellettuale, emozionale, istintiva e motrice, devono innanzitutto essere comprese in ogni loro manifestazione, poi bisogna osservarle in se stessi. Questa osservazione di sé, che deve essere effettuata in base ad elementi giusti, con una comprensione preliminare degli stati di coscienza e delle diverse funzioni, costituisce la base dello studio di sé, cioè l’inizio della psicologia.

Funzione Sessuale = C.S : E’ un Centro fondamentale. Oltre ad essere implicato nei processi di generazione e rigenerazione, si trova anche al centro di ogni attività umana. Poche sono, tuttavia, le persone che possiedono un Centro sessuale equilibrato, proporzionato e carico. La sua energia H 12, in genere molto scarsa perché dispersa inutilmente in vario modo, è infatti molto spesso inquinata dagli idrogeni degli altri Centri, che intervengono per integrarla. Nel Centro sessuale è racchiuso il più grande segreto dell’universo, segreto ben conosciuto dagli antichi, ma poi quasi del tutto dimenticato. L’uso corretto di questo Centro, una volta rigenerato, è indispensabile per l’autorealizzazione del singolo.

 

«Il sesso può essere considerato come un centro indipendente?”, domandò uno dei presenti.

“Sì, rispose G., ma al tempo stesso, se consideriamo il piano inferiore come un sol tutto, allora il sesso può essere visto come la parte neutralizzante del centro motore».

“Con quale idrogeno lavora il centro sessuale?”, domandò un altro.  La questione aveva interessato tutti per molto tempo, ma non avevamo potuto trovare la soluzione. E G., quando lo avevamo interrogato, aveva sempre eluso una risposta diretta. 

“II centro sessuale lavora con l’idrogeno 12, disse questa volta. Ossia, dovrebbe lavorare con esso. L’idrogeno 12, è SI 12. Ma il fatto è che molto raramente lavora con l’idrogeno che gli è proprio. Le anomalie nel lavoro del centro sessuale esigono uno studio speciale. In primo luogo, occorre notare che, normalmente, nel centro sessuale, proprio come nel centro emozionale superiore e nel centro intellettuale superiore, non vi è la parte negativa. In tutti gli altri centri, ad eccezione dei centri superiori, vale a dire nel centro intellettuale, emozionale,motore e istintivo, vi sono, per così dire, due metà: l’una positiva e l’altra negativa. Affermazione e negazione, sì e no, nel centro intellettuale; sensazioni piacevoli e sensazioni sgradevoli nei centri istintivo e motore. Ma una tale divisione non esiste nel centro sessuale. Non esiste una parte positiva ed una negativa. Non vi sono sensazioni sgradevoli, né sentimenti sgradevoli: o vi è una sensazione piacevole, un sentimento piacevole, oppure non vi è niente, un’assenza di ogni sensazione, la più completa indifferenza. Ma come conseguenza del cattivo lavoro dei centri, succede sovente che il centro sessuale entri in contatto con la parte negativa del centro emozionale o del centro istintivo. Da quel momento, certi stimoli particolari, o persino uno stimolo qualsiasi del centro sessuale, possono evocare dei sentimenti sgradevoli, delle sensazioni sgradevoli. Coloro che provano queste sensazioni o questi sentimenti, suscitati da idee o immaginazioni legate al sesso, sono portate a considerarli come delle prove di virtù o come qualcosa di originale; in realtà non sono altro che dei malati. Tutto ciò che è in rapporto con il sesso dovrebbe essere o piacevole, o indifferente. I sentimenti e sensazioni sgradevoli provengono tutti dal centro emozionale o dal centro istintivo.

“Questo è l’abuso del sesso. Bisogna però ricordarsi che il centro sessuale lavora con l’idrogeno 12. Ciò significa che è più forte e più rapido di tutti gli altri centri. Il sesso, infatti, comanda tutti gli altri centri. La sola cosa che, nelle circostanze ordinarie, vale a dire quando l’uomo non ha né coscienza né volontà, abbia presa sul centro sessuale è ciò che abbiamo chiamato gli ammortizzatori. Essi possono ridurlo letteralmente a nulla, possono cioè impedire le sue manifestazioni normali. Ma non possono distruggere la sua energia. L’energia rimane e passa agli altri centri, attraverso i quali si manifesta; in altre parole, gli altri centri rubano al centro sessuale l’energia che egli stesso non usa. L’energia del centro sessuale nel lavoro dei centri intellettuale, emozionale e motore, si riconosce per un ‘gusto’ particolare, per un certo ardore, una veemenza non richiesta. Il centro intellettuale scrive dei libri, ma quando impiega l’energia del centro sessuale, non si occupa soltanto di filosofia, di scienza o di politica, è sempre impegnato a combattere qualche cosa, a disputare, a criticare, a creare delle nuove teorie soggettive. Il centro emozionale predica il cristianesimo, l’astinenza, l’ascetismo, la paura e l’orrore del peccato, l’inferno, il tormento dei dannati, il fuoco eterno, e tutto questo con l’energia del sesso…

Oppure fomenta rivoluzioni, depreda, brucia, uccide, con la stessa energia sottratta al sesso. E, sempre con questa energia, il centro motore si appassiona allo sport, batte dei record, salta degli ostacoli, scala delle montagne, lotta, combatte ecc… In tutti i casi in cui i centri intellettuale, emozionale e motore utilizzano l’energia del sesso, si ritrova questa veemenza caratteristica, nel mentre appare l’inutilità del lavoro intrapreso. Né il centro intellettuale, né il centro emozionale, né il centro motore potranno mai creare qualcosa di utile con l’energia del centro sessuale. Ecco un esempio dell’abuso del sesso.

“Questo è però solo un aspetto. Un secondo aspetto è rappresentato dal fatto che quando l’energia del sesso è rubata dagli altri centri e sprecata per un lavoro inutile, non ne rimane niente per il centro sessuale, al quale allora non resta che rubare l’energia degli altri centri, di qualità molto inferiore alla sua e molto più grossolana. Cionondimeno il centro sessuale ha una grande importanza per l’attività generale, e particolarmente per la crescita interiore dell’organismo, poiché lavorando con l’idrogeno 12, può beneficiare di un finissimo nutrimento d’impressioni, che nessuno degli altri centri ordinari può ricevere. Questo fine nutrimento di impressioni è importantissimo per la produzione degli idrogeni superiori. Ma quando il centro sessuale lavora con un energia che non è la sua, cioè con gli idrogeni relativamente inferiori 48 e 24, le sue impressioni divengono ben più grossolane, ed esso non ha più nell’organismo la parte che potrebbe avere. Allo stesso tempo la sua unione con il centro intellettuale e l’impiego della sua energia da parte del centro intellettuale provocano un eccesso di immaginazione di ordine sessuale e in aggiunta una tendenza a soddisfarsi di questa immaginazione. La sua unione con il centro emozionale, crea il sentimentalismo o al contrario la gelosia, la crudeltà. Ecco altri aspetti dell’abuso del sesso”.

“Che cosa si deve fare per lottare contro l’abuso del sesso?”, domandò qualcuno.

Si mise a ridere. “Aspettavo questa domanda, disse. Ma dovreste aver compreso che è altrettanto impossibile spiegare ad un uomo, che non ha ancora incominciato a lavorare su se stesso e non conosce ancora la struttura della macchina umana, il significato dell’abuso del sesso, quanto spiegargli il modo di evitarlo. Il lavoro su di sé, correttamente condotto, comincia dalla creazione di un centro di gravita permanente. Quando un centro di gravita permanente è stato creato, tutto il resto, subordinandosi ad esso, si organizza a poco a poco. La domanda si riassume dunque così: a partire da che cosa e come un centro di gravita può essere creato? Ed ecco la risposta che possiamo dare: solo la giusta attitudine di un uomo nei riguardi del lavoro, nei riguardi della scuola, il suo giusto apprezzamento del valore del lavoro e la sua comprensione della meccanicità e della assurdità di tutto il resto, possono creare in lui un centro di gravita permanente.

Il ruolo del centro sessuale, nella creazione di un equilibrio generale e di un centro di gravita permanente, può essere molto grande. Per l’energia che gli è propria, se impiega tale energia, il centro sessuale si situa al livello del centro emozionale superiore. E tutti gli altri centri gli sono subordinati. Sarebbe una gran cosa se esso lavorasse con la sua propria energia. Questo da solo potrebbe indicare un grado d’essere relativamente elevato. E, in questo caso, ossia se il centro sessuale lavorasse con la sua propria energia e al proprio posto, tutti gli altri centri potrebbero lavorare correttamente, al loro posto e con la loro propria energia”.

“Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky

 

Ciascuna delle funzioni/centri a sua volta è diviso in due parti, una positiva e una negativa. Nel centro istintivo-motorio l’istintivo per esempio è la parte positiva che accumula le energie, il motorio è la parte negativa che le disperde. Nel centro emozionale la divisione in positivo e negativo permette di distinguere il piacevole dallo spiacevole. Nel centro mentale permette di stabilire dei paragoni, di vedere le due facce dei problemi nell’analisi critica. Spesso vi è un cattivo uso della parte negativa, che nel centro mentale nutre la gelosia, la diffidenza, l’ipocrisia, il tradimento e nel centro emozionale serve quale veicolo per le emozioni negative.Ciascun centro poi è contenuto negli altri, di modo che il centro intellettuale inferiore oltre ad avere le due parti positiva e negativa ha anche una parte intellettuale pura, una emozionale e una meccanica. E così via per gli altri centri. Nella maggior parte degli uomini il centro mentale lavora solo nella sua parte meccanica, il che significa che l’uomo non sa pensare, è pensato, deve ancora imparare a usare la mente, non sa porre attenzione. Il lavoro del mentale è quello di registrare su un nastro magneticoil materiale delle impressioni, ricordi, associazioni. Se si pensa e si parla meccanicamente è solo per frasi fatte, slogan, stereotipi, ogni cosa è divisa in due, o è bianco o è nero. La parte emozionale del centro mentale è invece quella che fa prendere piacere al lavoro mentale e allo studio, dà la passione intellettuale oppure l’erotismo e vari tipi di immaginazioni inutili, ma anche il desiderio di conoscere e la soddisfazione di sapere. Quando lavora lo fa senza sforzo. La parte intellettuale pura ci dà il pensiero vero e proprio che conduce alle scoperte e alle invenzioni con imparzialità, attenzione e sforzo. Fin qui il centro intellettuale che nel suo insieme registra, pensa, calcola, combina, ricerca. Il processo dell’ educazione non fa altro che promuovere lo sviluppo unilaterale della parte meccanica di questo centro con ripercussioni negative quindi sulla salute fisica e affettiva. Il centro emozionale funziona in base al principio dellaricerca del piacere e nella sua parte meccanica comprende il sentimentalismo, l’attrazione per le emozioni collettive più basse, l’ipersensibilità morbosa ma anche l’umorismo. La parte pura è la sede dell’immaginazione creativa e può condurre al risveglio della coscienza, ma se funziona in stato di identificazione conduce solo all’amore di sé come fonte di emozioni negative e alla menzogna. La parte intellettuale del centro emozionale è quella più importante di tutte e quando è combinata con la parte intellettiva del motorio dà la creazione artistica. È la sede del centro magnetico, e il centro delle intuizioni, dà il modo di pensare nuovo secondo una logica dialettica che sa vedere la sintesidegli opposti, è la via verso i centri superiori quando la personalità è armonizzata. Il centro istintivo-motorio dirige i cinque sensi, accumula l’energia nell’organismo attraverso le sue funzioni istintive e presiede attraverso le sue funzioni motrici a consumare questa energia. Costruisce la vita organica, gli organi e le cellule secondo modelli inconsci di pensiero, è la vita vegetativa inconscia. Nella parte intellettiva l’istinto programma i processi di crisi e di trasformazione dell’organismo, le sensazioni organiche di piacere e di dolore e comprende movimenti istintivi quali la circolazione del sangue, la digestione, i riflessi. Il centro motorio definisce il tipo d’uomo pratico che agisce senza pensare. Vi appartengono i movimenti automatici e una funzione importantissima, l’imitazione. La parte emozionale del motorio è quella che fa prendere piacere ai movimenti e che dà la tenerezza passionale, in caso di creazione artistica dà l’armonia nei movimenti, ad esempio nella danza. La parte intellettuale del motorio, come s’è detto, è molto importante perché dà l’imitazione della natura. In stato di identificazione il centro motorio non funziona affatto e la sua energia viene assorbita dalleparti meccaniche del centro intellettuale ed emozionale.

 

“Per moltissimo tempo dovete soltanto osservare e cercare di scoprire tutto quel che potete circa le funzioni intellettuali, emozionali, istintive e motorie. Da ciò potrete arrivare alla conclusione che avete quattro menti ben definite: non una sola, ma quattro menti diverse. Una mente controlla le funzioni intellettuali, un’altra mente completamente diversa controlla le funzioni emotive, una terza controlla quelle istintive, e una quarta, anch’essa del tutto diversa, controlla le funzioni motorie. Noi le chiamiamo centri: centro intellettuale, centro emotivo, centro motorio e centro istintivo. Essi sono completamente indipendenti. Ciascun centro ha la propria memoria, la propria immaginazione e la propria volontà”.

“La Quarta Via” di P.D. Ouspensky

 

A questo punto è utile puntualizzare che quando iniziamo l’osservazione di sé non possiamo osservare fisicamente i centri, perché questi sono parte integrante del corpo, sono “distribuiti” in tutto il corpo che rappresenta un ricevente ed un trasmittente delle azioni e reazioni simultanee di tutti i centri. Quello che possiamo osservare sono le loro funzioni, vale a dire le loro peculiari espressioni a livello della nostra esistenza esteriore ed interiore. Più osservazioni riusciamo ad accumulare maggiori saranno le possibilità che avremo nel controllare la loro espressione. Ogni funzione può essere controllata solo quando abbiamo imparato a conoscerla, quando sappiamo che ad un certo stimolo ed i certe condizioni si manifesta, nel tempo impariamo a riconoscere l’arrivo e il crearsi delle condizioni per la manifestazione di quella peculiare espressione e quindi possiamo provare a cambiare e scoprire la possibilità di nuove espressioni, di maggiore controllo.

Oltre ai centri dei quali abbiamo già parlato ne esistono altri due, il “centro emozionale superiore” e il “centro intellettuale superiore”. Questi centri sono in noi; essi sono completamente sviluppati e lavorano ininterrottamente, ma il loro lavoro non riesce mai a raggiungere la nostra coscienza ordinaria. Questi centri hanno a che fare con gli stati di “coscienza di sé” e di “coscienza obbiettiva”.Nelle condizioni ordinarie, la differenza tra la velocità delle nostre emozioni abituali e la velocità del centro emozionale superiore è così grande che non vi è possibilità di contatto e che non arriviamo a sentire in noi le voci che parlano, e che ci chiamano, del centro emozionale superiore. Il centro intellettuale superiore è ancora più lontano da noi, ancor meno accessibile. Vi è possibilità di contatto con esso solo attraverso il centro emozionale superiore. Esempi di tali contatti ci sono dati soltanto dalle descrizioni di esperienze mistiche, di stati estatici, ed altri. Questi stati possono essere prodotti da emozioni religiose, a meno che essi non appaiano, per brevi istanti, sotto l’azione di narcotici particolari, o in certi stati patologici quali gli attacchi di epilessia e le lesioni del cervello per traumi accidentali e in questo caso, è difficile dire quale è la causa e quale è l’effetto, cioè se lo stato patologico risulta da questo contatto, o viceversa.Se potessimo unire, deliberatamente e volutamente, i centri della nostra coscienza ordinaria al centro intellettuale superiore, questo non sarebbe per noi, nel nostro stato presente, di nessuna utilità. Nella maggior parte dei casi, al momento di un contatto accidentale con il centro intellettuale superiore, l’uomo perde conoscenza. L’intelligenza è sommersa da un torrente di pensieri, emozioni, immagini e visioni che all’improvviso vi fanno irruzione. E invece di un pensiero chiaro, o di un’emozione vivida, ne risulta al contrario un bianco completo, uno stato di incoscienza. La memoria ricorda soltanto il primo momento, quando il flusso irrompe nella mente, e l’ultimo, quando il flusso si ritira e la consapevolezza ritorna. Ma questi stessi momenti sono così ricchi di colore e sfumature, che non vi è in essi nulla di paragonabile alle sensazioni ordinarie della vita. Ciò è quanto generalmente rimane delle esperienze dette mistiche o estatiche, che risultano da un contatto momentaneo con un centro superiore. È molto raro che una mente, anche la meglio preparata, riesca ad afferrare e mantenere il ricordo di qualcosa che ha sentito e compreso nel momento di estasi. Tuttavia, anche in tali casi, i centri intellettuale, emozionale e motore si ricordano a loro modo, e trasmettono tutto a modo loro, vale a dire essi traducono, nel linguaggio delle sensazioni quotidiane, sensazioni assolutamente nuove, mai provate prima; essi riducono alle forme del mondo tridimensionale cose che superano interamente il nostro livello ordinario; e in questo modo, essi snaturano ogni minima traccia di ciò che, nella loro memoria, poteva sussistere di questa esperienza straordinaria. I nostri centri ordinari, allorché trasmettono le impressioni dei centri superiori, sono paragonabili a ciechi che parlano di colori, a sordi che parlano di musica.

Con la mia consapevolezza ordinaria, i centri superiori non possono agire su di me. Ne sono impediti dallo stato dispersivo e conflittuale in cui mi trovo normalmente. E questa è una legge: non posso fare nulla. È possibile vedere la dispersione, comprenderla? Perché finché non la vedo, non può cambiare nulla per me. Non ci saranno nuovi impulsi, nessun cambiamento di direzione o qualità nel movimento della mia energia. Il passaggio verso una qualità migliore, proveniente dai centri superiori, avviene attraverso l’apertura: cioè con la comparsa di un’energia che prima non c’era. Questo avviene quando, incapace di comprendere, di ricevere, mi fermo. E in questo fermarmi, l’attenzione che prima era impegnata, prigioniera, inconsapevole, all’improvviso si libera. Una volta libera, è capace di stare di fronte, consapevole di sè. Questo aprirsi a un altro livello mette in questione ciò che sono.”

Tratto da “La realtà dell’essere” di J. de Salzmann

 

Per concludere, pensare i centri come “cose” blocca ogni possibilità di conoscerli realmente. Si deve quindi pensare ad essi come organi di una percezione diversa da quella sensoriale, ma la cui idea dovrà collegarsi analogicamente a quella degli organi di senso fisici. Si crede di conoscere gli organi sensoriali del nostro corpo, ma, osservando bene, ci si può rendere conto che non li percepiamo in quanto tali, bensì ce ne siamo fatta una rappresentazione, più o meno giusta. Ciò che, in effetti, percepiamo, sono i risultati del loro funzionamento: colori, suoni, odori, sapori. Ma quando diciamo “vista”, “udito” o anche “funzione sensoriale”, esprimiamo concetti, non percezioni. Così anche le parole “centro intellettuale”, “centro emozionale” ecc., sono rappresentazioni concettuali e non percezioni di realtà. Ma come gli organi di senso fisici, anche se non li percepisco nella loro reale struttura, mi forniscono ugualmente le percezioni del mondo esterno, così è per gli organi di percezione extrasensoriale. La differenza sta nel fatto che, mentre quelli fisici sono completamente sviluppati in noi, quelli sottili ordinariamente non lo sono. È compito specifico dell’uomo che sia giunto “all’età responsabile” di svilupparli autonomamente.

 

Nota: Lo scritto qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dell’insegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nella bibliografia a fondo pagina. Il Centro Studi Antropologici pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.

 

Bibliografia:

“L’evoluzione interiore dell’uomo Introduzione alla psicologia di Gurdjieff” di P.D. Ouspensky

“La realtà dell’essere” di J. de Salzmann

“La Quarta Via” di P.D. Ouspensky

“Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky

 “Vedute sul mondo del reale” di G.I. Gurdjieff

“Gurdjieff – Le sue tecniche e la conoscenza di sé” di L. Maggi

 

 

Di: Placido Schillaci

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