La Scala Meravigliosa | L’iniziazione

“La cattedrale di Parigi, come la maggioranza delle basiliche metropolitane, è posta sotto l’invocazione della benedetta Vergine Maria o Vergine-Madre. In Francia il popolino chiama queste chiese le Notre-Dame. In Sicilia, esse hanno un nome ancora più espressivo, quello di Matrici. Si tratta, quindi, proprio di templi dedicati alla Madre (lat. mater, matris), alla Matrone nel senso primitivo, questo termine, per corruzione, è diventato poi Madone (ital. madonna), mia Signora e, per estensione, Notre-Dame. Attraversiamo il cancello del porticato ed iniziamo lo studio della facciata del gran portale, chiamato atrio centrale o del Giudizio. Il pilastro di mezzo, che divide in due il vano d’ingresso, ci offre una serie di rappresentazioni allegoriche delle scienze medioevali. Di fronte al Sagrato, ed al posto d’onore, l’alchimia è raffigurata da una donna la cui fronte tocca le nubi. Seduta in trono, ella ha nella mano sinistra uno scettro (segno di sovranità) mentre con la destra tiene due libri, uno chiuso (esoterismo) e l’altro aperto (essoterismo). Mantenuta tra le sue ginocchia e poggiata sul suo petto si eleva la scala dai nove gradini, (scala philosophorum), geroglifico della pazienza che deve essere posseduta dai suoi fedeli nel corso delle nove successive operazioni della fatica ermetica. La pazienza è la scala dei Filosofi, e l’umiltà è la porta del loro giardino, perché a chiunque persevererà senza orgoglio e senza invidia. Dio farà misericordia”. (Il mistero delle cattedrali – Fulcanelli)

Quando si tratta di quella che nelle tradizioni esoteriche/iniziatiche, viene chiamata “Iniziazione” , solitamente si manifestano nella nostra mente immagini e pensieri che si rifanno sopratutto all’idea che ci siamo fatti di ciò che vogliamo indicare con questo termine. Ciò è dovuto al modo in cui ci sono state passate tutta una serie di informazioni corrette e non, che hanno creato un “immaginario” che possiamo definire “romantico” di quello che si intende per “iniziazione” . L’iniziazione dal nostro punto di vista non è qualcosa che viene data al di fuori di noi stessi, da presunti maestri, guru o altro (come spesso viene anche rappresentato in ambito cinematografico), ma è qualcosa che ha molto a che fare con il nostro intimo, con la nostra parte reale, con lo sviluppo della nostra coscienza (il termine “Iniziazione”, da cui “iniziato”, ha radice nel verbo “In-ire”, cioè “andare dentro”), è il nostro “reale Essere” che stanco della situazione in cui versa, dovuta sopratutto al condizionamento subito che ha generato una “sinistra coscienza”, che si manifesta nella nostra vita, in maniera del tutto spontanea, dirompente, inaspettata, mettendo in crisi tutto ciò che noi crediamo di essere, le nostre certezze, i nostri bisogni, i nostri desideri, l’immagine residua che abbiamo di noi stessi. Il “me stesso”, “l’io”, “laggregato”, “il maggiordomo” , “lo sfidante”, o come lo si voglia chiamare, viene messo in crisi, da una forza che spontaneamente si manifesta nello scorrere della nostra vita ordinaria.

Dalle informazioni che sono giunte sino a noi, nelle antiche scuole iniziatiche, troviamo testimonianze di; iniziazioni, gradi, maestrie ed altro, dal nostro punto di vista, come dicevamo sopra, nessun uomo può dare iniziazioni ad un’altro uomo, l’iniziazione è dell’intimo, si possono utilizzare rappresentazioni, atti “psico-magici” direbbe qualcuno, per fissare nella psiche l’idea di un lavoro che si deve, da qui a breve, andare a compiere, consapevoli del fatto che è una rappresentazione, un allegoria, un programma di tirocinio, il lavoro è nell’intimo, è dell’intimo, si possono raggiungere i 33°, i 96°, i 99°, ed allo stesso tempo lo sviluppo della coscienza, del proprio “reale Essere” rimane fermo ad uno stato embrionale, anzi, spesso chi ha bisogno di riconoscimenti è proprio l’ego, l’aggregato, il me stesso, la mente informatica, che funziona per schemi e gerarchie, e come tale ha bisogno di gradi e di riconoscimenti, per mostrare il proprio avanzamento “spirituale” o per meglio dire l’avanzamento del proprio “ego spirituale”. Questo per precisare che lo schema di cui ci serviremo, ci è utile come mappa, come cartina tornasole, per avere un idea di ciò che è il lavoro che si vuole andare ad intraprendere, rendere quindi crestomantico (dal greco antico “chrēstomátheia” ciò che è utile da imparare) il discorso dell’iniziazione. Utilizzando questo schema, quindi, troviamo nella tradizione quelle che vengono chiamate “le tre montagne”. Nella prima montagna vengono specificate “le Nove Arcate dei misteri minori” e “le Cinque Arcate dei misteri maggiori”, ma prima di arrivare ai misteri veri e propri bisogna affrontare quelli che vengono chiamati “i tre guardiani della soglia” (soglia intesa come l’inizio del cambiamento interiore N.d.A), tutto ciò a cui facciamo riferimento quando si parla di guardiani e qualcosa che avviene all’interno dell’uomo, hai suoi stati psicologici, emozionali e sentimentali, non c’è nessuno là fuori che mette delle prove da superare, o almeno non come possiamo intenderlo con il nostro attuale sistema di credenze, è la vita stessa che ti mette di fronte alle prove che ti servono per superare determinati ostacoli o limiti, per accedere ai misteri che sono del tuo “reale Essere”, il problema se cosi possiamo dire, è l’aspettativa che si crea nel momento in cui veniamo in contatto con questa filosofia, ci immaginiamo guardiani, mostri e figure mitologiche davanti alle porte di chissà quale tempio sperduto, quando il tempio in verità è il tuo stesso corpo, a questo punto si capisce che il viaggio iniziatico o cammino è un ritorno all’interno, all’intimo.

“Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” (Dalla prima lettera di S. Paolo ai Corinzi – 1Cor 6,19) 

I Guardiani della soglia:

  

 

“Io posso solo mostrarti la soglia, ma sta a te oltrepassarla” (Morpheus – Matrix)

Il Primo guardiano della soglia è attribuito all’astrale, ovvero al mondo dei desideri, ovvero il primo grande specchio, “lo specchio di sé”. Il primo guardiano rappresenta i desideri che ci portiamo dietro, la soddisfazione delle aspettative, desideri e di conseguenza aspettative che soprattutto sono manifestazioni dell’ego, di un determinato aggregato, ciò ha molto a che fare anche con l’emotività, con il nostro stato emotivo che oscilla continuamente dal positivo al negativo, a seconda se riusciamo a soddisfare o meno ciò che crediamo sia importante o necessario nella nostra vita. “Lo specchio di sé” è proprio la manifestazione esterna di ciò che è il nostro stato interno, quando reagiamo, ci infastidiamo, ci arrabbiamo, ci indigniamo per qualcosa o per qualcuno che abbiamo di fronte, ma che in verità ci sta mostrando tutta la nostra manchevolezza, quello che vediamo è quello che siamo in un dato momento, una fotografia, un istantanea di quel momento, il guardiano in questo caso ci mette difronte a noi stessi, il nostro modo di reagire indicherà se la prova è stata superata o meno, se completamente o parzialmente, nel secondo caso ci si ripresenterà nuovamente la stessa dinamica, e vedremo se saremo in grado di superarla.

“Negli Abissi di Selene iniziai il mio lavoro disintegrando Giuda, il Demonio del Desiderio…” (Samael Aun Weor)

Il Secondo guardiano della soglia è attribuito al mentale, alla malvagità umana intesa come la mentalità che muove l’animale intellettuale detta anche mente luciferina o luciferica, la mente del “voladores” per citare Castaneda. Mentalità che si è formata attraverso le influenze ricevute, dalla famiglia, dal sistema educativo, dal mondo, e che ha prodotto l’attuale sistema cognitivo che ci portiamo dietro e che condiziona il nostro modo di vivere e di pensiero. La malvagità (dal latino “male-levatus”, male allevato, male avvezzo) è intesa anche come la durezza con cui ci rapportiamo al mondo, il modo di vedere le cose sempre in maniera pessimistica e duale, che ci tiene in uno stato di perenne paura e insofferenza, il profitto che si cerca sempre di avere in ogni atto della nostra vita, per soddisfare bisogni che sono prevalentemente dell’ego, attraverso questa malvagità il nostro cuore e diventato duro, di pietra, abbiamo bisogno di ammorbidire il nostro cuore di tornare a respirare in un certo modo, di cambiare l’attuale visione del mondo e dei suoi sistemi, attraverso un cambiamento del nostro sistema cognitivo, il guardiano in questo caso ci mette alla prova quando perpetriamo nella nostra malvagità di condotta e di pensiero.

“Più tardi dovetti continuare il mio lavoro con l’inquieto Demonio della Mente che ci provoca tanta amarezza: l’esecrabile Pilato di tutti i tempi…” (Samael Aun Weor)

Il Terzo guardiano della soglia è attribuito al causale, la cattiva volontà, ovvero i sistemi del mondo. Il mondo è inteso proprio come la società che si è formata su assunti che si allontanano dallo sviluppo esserico dell’uomo. La cattiva volontà è intesa come la volontà a non voler realizzare i proprio doveri esserici, “scivolare liscio” potremmo dire, farci cullare dal mondo nei suoi aspetti positivi o negativi, la cattiva volontà di non prendere in mano le redini della propria esistenza, mettersi a servizio del proprio “reale Essere” e vivere una vita nella direzioni di uno sviluppo armonico dell’uomo. Sicuramente è più facile dare la colpa al sistema quando le cose non girano come vogliamo, o come pensiamo dovessero andare. Il guardiano in questo caso ci mette alla prova spingendoci a fidarci di noi stessi, a capire che non c’è nulla fuori di noi su cui possiamo fare affidamento, il sistema mondo e fuori controllo, l’unica cosa che possiamo fare e cercare nel profondo del nostro essere la saggezza e la conoscenza che già possediamo, solo cosi possiamo superare il guardiano.

“Continuai successivamente il lavoro nell’abisso attaccando Caifa, il Demonio della Mala Volontà, la più detestabile delle Tre mitiche Furie all’interno di ciascuno di noi…” (Samael Aun Weor)

Essendo che, come abbiamo specificato più volte, quello che si sta tentando di spiegare, è una “mappa”, le prove a cui ci sottopongono i guardiani non sono in esatta successione, ne tanto meno ogni prova è descritta in maniera specifica ed univoca, piuttosto ognuno tramite la propria unicità sperimenterà il modo che più si avvicina al proprio livello di comprensione.

Il Salone del Fuoco:

Superate le prove dei guardiani ci troveremo in quello che viene chiamato “Il Salone del fuoco”, questo elemento ci serve per capire che se vogliamo continuare verso la conoscenza di noi stessi dobbiamo purificarci ulteriormente, il fuoco in questo senso è l’elemento che permette questa purificazione. Nel dramma Cristico, sulla croce del redentore troviamo scritto; I.N.R.I (Ignis Natura Renovatur Integra) ossia la natura si rinnova per mezzo del fuoco, questo è il lavoro che ci si appresta a fare raggiunto questo livello della montagna.

Le prove dei quattro elementi: Fuoco, Aria, Acqua e Terra.

Nella “mappa” che stiamo seguendo, dopo la purificazione con il fuoco, ci troviamo davanti alle prove degli elementi. Ogni elemento ci indica il lavoro interiore che dobbiamo affrontare, per riequilibrarli all’interno del nostro laboratorio alchemico (corpo fisico).

La prova del fuoco ha molto a che fare con il dominio delle passioni, della collera, della rabbia, dell’ira, tutti questi elementi possono essere collegati a questa prova, il fuoco di cui si parla è quell’impeto irruento che rende l’uomo più vicino alla sua natura inferiore o animale, attraverso questa prova si inizia a sviluppare un potere personale, ad essere in grado di accorgersi e gestire quando un emozione di questo genere si manifesta e prende il sopravvento nella presenza generale.

La prova dell’aria ha molto a che fare con il dominio del dialogo interno, della chiacchiera mentale, che continuamente ci distrae da uno stato di calma e silenzio interiore, che permetterebbe il manifestarsi di un intelligenza e di un livello di intuizione che raramente sperimentiamo nella nostra esistenza.

La prova dell’acqua ha molto che fare con la capacità di adattarsi alle varie situazioni che sperimentiamo durante la nostra vita, abbandonare la rigidità, il dogma, rendersi liberi al fluire della vita e degli eventi. Lasciarsi andare, aprirsi al mistero della vita.

La prova della terra ha molto a che fare con la capacità di abbandonare gli attaccamenti, sia materiali che sentimentali o emozionali, il possesso di cose, persone o beni, che pensiamo ci appartengono e di cui non ne possiamo fare a meno, sviluppare libertà e consapevolezza del fatto che tutto è in prestito, in usufrutto, possiamo utilizzare tutto, avendo ben chiaro che tutto ciò è del mondo, ad esso appartiene e qui rimane.

Dopo aver avuto il via libera da parte dei guardiani ed aver superato le prove degli elementi, possiamo incamminarci verso “le Nove Arcate dei misteri minori”.

La scala meravigliosa, i Nove misteri minori:

I misteri minori sono la diretta conseguenza del fatto che abbiamo superato in noi stessi i tre guardiani, le nostre tre peggiori bestie; ci siamo incominciati a preparare e riconoscere questi aspetti nella vita. I misteri minori infatti sono una piccola continuazione delle stesse precedenti prove dei guardiani e degli elementi, ad ottave superiori potremmo dire. Ad esempio nel primo mistero troviamo “La rinuncia”, imparare a mollare, rendersi leggeri nel mondo, che a molto a che fare con l’elemento terra, abbandonare gli attaccamenti. Il secondo mistero è “il distacco” prevalentemente legato al discorso emotivo, quindi a l’elemento fuoco. Nel quinto mistero troviamo “le sofferenze volontarie” che possiamo legare ancora all’elemento fuoco, al dominio delle tentazioni. Così a seguire ogni gradino (schematizzando) porta con sé un lavoro che deve essere fatto, per poter salire ai propri cieli interiori, alla realizzazione del proprio “reale Essere”. Colui che supera i nove gradini, è chiamato nella tradizione, Ierofante dei Misteri Minori. Da qui seguendo la “mappa” si passa alla soglia dei Misteri Maggiori, o misteri del fuoco. Fuoco inteso come Fuoco Sessuale, poiché per arrivare ai nove Misteri Minori, possiamo anche lavorare in solitario, ma per avvicinarci alla conoscenza dei Misteri Maggiori è necessario lavorare nella coppia alla trasmutazione delle energie sessuali nella camera nuziale, attraverso l’alchimia sessuale o arcano A.Z.F.

Nove Misteri Minori, più i Cinque Misteri Maggiori fanno in totale quattordici misteri della prima montagna, la carta degli arcani maggiori numero 14 è “la temperanza”, i misteri della prima montagna ci portano a sviluppare proprio questa qualità.

“L’iniziazione è la tua stessa vita. Se vuoi l’iniziazione scrivila su una verga”. Chi ha orecchie per intendere intenda, perché qui c’è sapienza. L’iniziazione non si compra e non si vende; fuggiamo da quelle scuole che danno iniziazioni per corrispondenza, fuggiamo da tutti quelli che vendono iniziazioni. L’Iniziazione è qualcosa di molto intimo dell’Anima. L’Io non riceve Iniziazioni. Quelli che dicono: “Io ho tante e tante iniziazioni, Io ho tanti e tanti gradi”, sono bugiardi e simulatori, perché l’Io non riceve né iniziazioni né gradi. Esistono otto iniziazioni dei Misteri Minori e cinque importanti iniziazioni dei misteri maggiori. Chi riceve le iniziazioni è l’intimo. Tutto ciò è estremamente interiore, non lo si va a raccontare, non lo si deve dire a nessuno. In realtà, nessuna delle iniziazioni e dei gradi che molte scuole del mondo fisico concedono, ha valore alcuno nei mondi superiori. I maestri della loggia bianca riconoscono come vere solo le autentiche iniziazioni dell’anima; ciò è esclusivamente legato ai mondi interni. Il discepolo può salire le “otto arcate”, può attraversare tutte le otto iniziazioni dei misteri minori senza aver lavorato con l’arcano A.Z.F. (la magia sessuale), ma è impossibile entrare nei misteri maggiori senza la magia sessuale (questa è l’arcano A.Z.F.). (Samael Aun Weor)

Nota: Questo breve articolo non vuole essere considerato come esaustivo, l’interpretazione dei simboli e del significato esoterico e del tutto personale, per approfondimenti consultare i testi di cui sotto.

Bibliografia

“Il Mistero delle Cattedrali” di Fulcanelli

“Essere Reale, essere reali” di Rocco Bruno

“Le tre montagne” di Samael Aun Weor

“Sintesi delle tre montagne” di Rabolù

“L’aquila ribelle” di Rabolù

Di: Placido Schillaci

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