Ti darò ora qualche spiegazione su ciò che serve da “paraocchi” allo psichismo di questi disgraziati esseri tri-cerebrali, e causa il suo graduale affievolimento cioè sulle singolari “havatviernonis” (religioni) che sono esistite in tutti i tempi laggiù, la cui azione ed effetti sulla presenza generale degli esseri sono stati designati da loro, nel loro insieme, con il nome di “spirito religioso”. Questo fattore realmente “malefico”, nel senso obiettivo della parola, che conduce poco a poco all’indebolimento automatico del loro psichismo, apparve su questo pianeta a partire dal momento in cui cominciarono a cristallizzarsi in loro diverse conseguenze delle proprietà di quel malefico organo Kundabuffer; dopo che, passando per forme esteriori varie, si trasmise di generazione in generazione. Ora, queste cristallizzazioni favorirono la comparsa, nella presenza di certi esseri tri-cerebrali, dei primi germi di proprietà hasnamoussiane che generarono in loro una tendenza a servire i loro scopi egoistici inventando, per seminare la discordia presso i loro simili, diverse fantasie, tra le quali ogni tipo di fantastici “insegnamenti religiosi” (0 spirituali, NdR), come dicono loro. E quando gli altri si misero a credere in questi fantastici “insegnamenti religiosi”, perdendo cosi a poco a poco il loro “sano pensiero”, da allora in poi apparvero, nel processo di vita ordinaria di questi esseri tri-cerebrali, numerose “havatviernonis” o “religioni” che non avevano tra loro nulla in comune. (I racconti di Belzebù a suo nipote – G.I. Gurdjieff)

Parlare di spiritualità nell’era di “The Secret” e “Zero Limits”, sta diventando ormai come sparare sulla croce rossa. La parola spirito (dal latino spiritus, soffio, alito d’aria da spirare soffiare ) da cui deriva spirituale, stava a significare proprio l’avere a che fare con qualcosa di sottile, impalpabile, immateriale, qualcosa che non occupa spazio, ma che c’è, esiste, anzi è propria l’ente/non-ente che ci permette di esistere. La spiritualità (anche se la parola è di recente invenzione) era intesa come il contatto con qualcosa di immateriale, con il proprio intimo, con il principio primo, come ritroviamo negli antichi scritti dei padri della gnosi, la ricerca dentro sè stessi (Uomo conosci te stesso) di quella scintilla divina (sophia), originata dal padre cosmico comune, che incatenata alla materia cercava in tutti i modi di venire alla luce, di uscire dal luogo della tenebra (corpo fisico), per aspirare a raggiungere il luogo da cui era scaturita, ovvero l’immanenza del padre supremo.

Neanche a dirlo, oggi la spiritualità contemporanea ha poco a che fare con tutto questo, piuttosto la ricerca “spirituale” si è trasformata nella moda del momento, tra yoga, shiatsu, corsi di risveglio, corsi di alchimia online e chi più ne ha più ne metta (tutti ovviamente e lautamente a pagamento), il tempo e soprattutto la “fame” del ricercatore si è ormai fossilizzata sulla ricerca della migliore offerta di percorso spirituale disponibile sul mercato e perché no, anche su internet. La parola “spiritualità” oggi viene intesa come il miglior modo per passare indenne e senza grandi sofferenze questa esistenza (80 anni devo campare), potremmo anche definirla come una nuova “via di minor resistenza”.  Se non riesco a realizzare i mie progetti, desideri ed aspirazioni nel mondo, posso sempre diventare “spirituale” e realizzarmi occupandomi di spiritualità. In questo modo l’importanza personale ed il bisogno di considerazione hanno nuova linfa, nuova energia da cui attingere, un nuovo e più forte “ego” o “aggregato psichico” spirituale o spiritualizzato ha fatto il suo ingresso nel teatrino della nostra esistenza, ma se è già difficile scovare uno dei tanti “ego”, cercare di scovare un “ego spirituale”, è pressoché impossibile!

L’idea che la spiritualità sia tutta “rose e fiori”, viene mutuata da una corrente di pensiero che si è fatta strada negli anni sessanta con la rivoluzione del 68’ e la nascita soprattutto del movimento “Hippie”, che se non fosse ancora stato capito era semplicemente un altro strumento del sistema per allontanare ogni possibilità reale di accorgersi che c’è qualcosa che non va nel mondo, e quindi strumentalizzare quella reale spinta avuta da pochi nella direzione di un cambiamento di pensiero o rivoluzione.

“Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. (Matteo 10,32-11,5)

L’idea che si è cercata di veicolare soprattutto negli ultimi decenni, è di una “spiritualità” all’acqua di rose, tutta pace amore e “volemose bene”, niente di più lontano dal reale significato di ciò che era un vero ricercatore spirituale, come possiamo leggere nel passo qui sopra, il Cristo invitava i suoi discepoli a mettere a ferro e fuoco la propria esistenza, ad abbandonare tutto ciò li teneva legati, attaccati ai proprio bisogni, a prendere la propria croce ed a seguire il suo esempio, ovvero morire a se stessi e rinascere da “acqua e spirito” attraverso la crocefissione della propria “personalità”, dei propri “ego”, scendere nei propri inferni atomici e riscattare la propria anima, questo è quello che vuole raccontarci il dramma del Cristo, niente a che vedere con l’idea di “pace e amore” che vuole farci credere la chiesa Cattolica, la stessa che tra l’altro negli ultimi duemila anni ha fatto oltre “venti milionidi morti tra guerre sante, crociate ed inquisizioni varie, ma questo è un altro discorso….per chi vuole approfondire: https://www.uaar.it/ateismo/controi…

“Resta col dolore, non lo scacciare! Guarda la tua mano! Il primo sapone fu fatto con le ceneri di eroi, come le prime scimmie mandate nello spazio. Senza dolore, senza sacrificio, non avremmo niente!” (Tyler Durden – Fight Club)

Una delle caratteristiche necessarie affinché si inizi a cercare di darsi da fare nella direzione di un cambiamento o rivoluzione interiore, ha per prima cosa a che fare con il dissidio (interiore), ovvero quella sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo,che ci sia di più, che quello che ci hanno raccontato fin da bambini non può essere l’unica verità possibile, che ci deve essere dell’altro a parte il lavoro, la famiglia, la casa, gli amici, ecc..ecc.

“Adesso ti dico perché sei qui. Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c’è. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra, nel mondo. Non sai bene di che si tratta ma l’avverti. È un chiodo fisso nel cervello. Da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando”. (Matrix – Morpheus)

L’uomo, anzi l’animale intellettuale erroneamente chiamato uomo, non può aver fatto la sua comparsa su questo pianete solamente per soddisfare i bisogni della natura di mantenimento (cibo, riproduzione, territorio), ma deve essere necessariamente apparso per uno scopo molto più alto; la perfezione di se stesso, la connessione e conseguente identificazione con Dio, con il Principio Primo, il Propator, il Padre Cosmico Comune, la Pienezza dell’Essere, qualcosa di indefinibile ed infinito, non un Essere personale, ma qualcosa di insondabile, di inconoscibile, spiritualità pura. Appunto spiritualità pura, cioè qualcosa che non abbia a che fare con i sistemi di questo mondo, la continua ed incessante ricerca verso l’immanenza suprema. Sembra invece che le caratteristiche del nuovo ricercatore “spirituale” abbiano sempre più a che fare con le “doti” o “qualifiche” che questi ha nel mondo, più si è inseriti nell’elitè del mondo olistico, più si è qualificati come dei seri ricercatori, dimentichiamo, e qui mi aggancio al perché dell’ “ormai degenerato psichismo” come i grandi maestri del passato, vedi Cristo, Buddha, Lao Tse ed altri, erano dei semi-analfabeti, sicuramente non avevano fatto corsi di yoga, di risveglio o di meditazione dinamica, eppure le tracce che ci hanno lasciato sono le più forti ed importanti mai viste su questo pianeta.

Un esempio di quello che deve essere un ricercatore dello spirito, lo troviamo in uno dei suoi diversi significati, in un antico simbolo gnostico, ABRAXAS.

                                

ABRAXAS, secondo una possibile interpretazione, potrebbe rappresentare le qualità del ricercatore, del guerriero dello spirito, non a caso in alcuni gruppi gnostici veniva associato al Cristo, ABRAXAS è la forza, la spinta che ci permette di intraprendere un cammino nella direzione della coscienza, il simbolo e chiaro, abbiamo bisogno delle forze serpentini “Ida e Pingala” che sono alla base del coccige, del centro sessuale, solo attraverso il lavoro sulle nostre energie sessuali, a trasmutarle e farle risalire attraverso la colonna vertebrale, abbiamo la possibilità di redimerci, il corpo è coperto da una corazza a simboleggiare che egli è un guerriero, nella mano destra tiene una frusta che rappresenta la giustizia, nella mano sinistra tiene un scudo a simboleggiare la misericordia, la testa è a forma di testa di gallo a simboleggiare il risveglio, una della caratteristiche del gallo è il suo cantare al sorgere del sole, il sole è la coscienza, il canto del gallo è la chiamata a svegliare la propria coscienza.

“Potenze del regno collocatevi sotto il mio piede sinistro e nella mia mano destra! Gloria ed Eternità! toccate le mie due spalle e prendetemi per le vie della vittoria! Misericordia e Giustizia! siate l’equilibrio e lo splendore della mia vita! Intelligenza e Saggezza! datemi la Corona!”

Di: Placido Schillaci

I Racconti di Belzebù a suo Nipote I Racconti di Belzebù a suo Nipote

Georges I. Gurdjieff

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