La Sudditanza psicologica | Arcano “16” La Fragilità

                                             

L’Arcano “16” dei tarocchi rappresenta, secondo una delle possibili interpretazioni “La fragilità”, intesa come il crollo delle certezze e di tutto ciò di illusorio (presumibilmente) che si è costruito fino a quel dato momento, in un certo senso a molto a che vedere con un momento di forte passaggio e di cambiamento interiore, le certezze vengono messe in dubbio, tutto ciò di cui si aveva un incrollabile sicurezza vacilla, elementi esterni generano forti scosse a livello emotivo, psichico e fisico, una rottura vera e propria di determinati aspetti. Un terribile fulmine del tutto simbolico ha colpito ciò che di cui si era certi, si manifestano la maggior parte degli attaccamenti di cui avevamo dimenticato anche l’esistenza, l’importanza personale che inevitabilmente si era strutturata subisce una forte scossa, ciò che di più profondo si era radicato viene messo in discussione, un analisi profonda deve essere fatta.

                                                                  

“Come vede è inevitabile, signor Anderson”. (Matrix Revolution)

Alla luce di ciò che si è appena affermato questo ci fa comprendere che effettivamente ci si accorgere di aver bisogno di analizzare alcuni assunti, punti centrali di ciò che si credeva, di lasciare andare determinate false speranze, progetti ed alibi di ogni genere. L’interpretazione di certi aspetti può essere non del tutto chiara, pare all’improvviso che ciò in cui si è creduto ed in cui si è investito a livello emotivo, psichico, fisico e perché no anche economico, perda ogni significato.

Fortunatamente non è cosi, la torre è distruzione, senza dubbio, ma dalla distruzione si rinasce, si ricostruisce ci si avvia con rinnovata forza verso quello che era il “sentiero” ( che ha radice comune con la parola sentire, cioè qualcosa di molto intimo ed interiore), è un passaggio fondamentale per testare quanto realmente si crede, si ha “fede” nel senso di fiducia verso quello che è un ideale, un sogno, la realizzazione di una nuova visione del mondo e dell’umanità, a questo punto il sentiero ci appare ancora più luminoso e sensato di prima, ciò che è stato fatto è adesso più chiaro, non poteva andare diversamente, ma da questa nuova consapevolezza o coscienza di sé, si continua con rinnovata forza verso ciò che ancora deve essere realizzato (Essere Reale).

“Devi lasciarti tutto dietro Neo. Paura, dubbio, scetticismo. Sgombra la tua mente.” (Morpheus – Matrix)

Per far si che questa nuova consapevolezza o coscienza di sé, che ci permette di continuare il sentiero che si era intrapreso, sia compresa in tutti e tre i “centri principali della macchina” per usare un termine caro al Signor Gurdjieff, bisogna attraversare diversi momenti di crisi nei quali un fattore fondamentale e la forza psicologica che riusciamo ad avere in determinati di questi momenti. Fattore quest’ultimo che sarà determinante per non cadere in quella che viene chiamata, sudditanza psicologica.

In rete troviamo informazioni interessanti di ciò che viene inteso con sudditanza psicologica, abbiamo estratto alcuni passaggi da questo sito: http://www.giorgiotave.it/wikigt/os…

Con l’espressione sudditanza psicologica si vuole indicare il fenomeno in base al quale un soggetto si sente inferiore ad un altro, ad un gruppo, ad un oggetto (senza che ci siano necessariamente delle ragioni oggettive di inferiorità) e prova sensazioni di timore, imbarazzo e sottomissione. Tali sensazioni possono arrivare al punto di indurre nel soggetto comportamenti che in situazioni normali non sarebbero previsti o tollerati.

Con la sudditanza psicologica si possono spiegare diversi comportamenti tipici dell’essere umano; tra questi vale la pena di citare:

  • L’immediata accettazione come verità di ciò che viene letto o sentito dire tramite vari canali di informazione.
  • L’adeguamento ad abitudini, regole e condotte seguite da un gruppo chiuso nel quale si vuole entrare.
  • L’obbedienza ad ordini, l’accettazione di consigli o il piegarsi a regole solo in virtù dell’autorità che ha pronunciato tali affermazioni.
  • L’elargizione di favori straordinari a soggetti singoli o multipli in ragione esclusiva del potere che costoro hanno agli occhi di altri.

La sudditanza psicologica può essere generata anche dalla debolezza rispetto ad un determinato stereotipo da parte di chi interagisce con l’ambiente. Ad esempio il giudizio immediato su una determinata preparazione culturale di una persona può formarsi basandosi soltanto sull’uso di un registro linguistico elevato da parte di quella persona – e talvolta anche su altri elementi meno rilevanti come aspetto fisico e abbigliamento. Ciò predispone il soggetto a determinati comportamenti nei confronti della persona che egli ha riconosciuto (magari sbagliando) come “superiore” a sé.

   

Da quanto riportato sopra risulta abbastanza evidente come in certi ambienti ed in certe dinamiche di gruppo, sopratutto di stampo spirituale o esoterico, si possa cadere in questa cosiddetta “sudditanza psicologica”, da qui nasce la necessità di affidarsi a quello che potremmo definire il proprio discernimento, ossia non prendere mai tutto come verità assoluta anche se propinata come tale, ma passare sempre tutto al vaglio del proprio sentito, non intellettuale, ma sentito biologico, fisico, come il corpo risponde a determinati stimoli “passare tutto al vaglio della propria pancia”, direbbe qualcuno. La pancia o per meglio dire l’addome, è la parte in cui viene indicato quello che in diverse tradizioni viene chiamato come “plesso solare” dove vengono riscontrati la maggior parte dei gangli nervosi, e da dove entrano tutte le sensazioni che riceviamo. L’intelligenza biologica risponde sempre in maniera sensata e sopratutto esatta a quelli che sono stimoli esterni sia che essi sono emotivi, psichici o fisici.

L’auspicio è quello di fidarsi sempre del proprio sentito, del proprio intuito se in una situazione di forte stress emotivo e psichico si cede alle elucubrazioni mentali o alle esposizioni anche sensate del “guru” di turno, si rischia di trovarsi in situazioni spiacevoli, che protratte nel tempo possono generare gravi danni a livello anche psichico.

“Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.” (Matteo 7:15-20)

 

 

Di: Placido Schillaci

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