L’Esodo | Mosè e i sistemi del mondo

Esodo: dal latino exŏdus, dal greco ἔξοδος, composto di ἐξ ossia fuori” e ὁδός ovverovia, cammino”; significa quindi via d’uscita”.

L’esodo dal nostro punto di vista ha poco a che fare con qualcosa là fuori nel mondo o con la storia del popolo Ebraico, ma piuttosto con qualcosa di interiore che accade in noi stessi, esodo o passaggio è la trasformazione, la rivoluzione intima che ognuno deve fare in se stesso, rivoluzione del proprio modo di pensare, di come elabori le informazioni che ricevi, di come ti approcci alla vita, necessario perché come sei stato condizionato a pensare è diventato nel tempo un sistema di controllo. Non c’è nessuno la fuori che controlla tutto ciò che fai, non interessa a nessuno quali sono i tuo hobby, le tue passioni o come passi il tempo, questo sentito ha molto a che fare con il bisogno di considerazione a cui siamo stati fin da piccoli abituati, dobbiamo cercare conferme, abbiamo bisogno che la gente ci veda interessanti, divertenti, intelligenti, ecc. Il film Revolver in questo senso ci dà una mano a capire quello che si cerca di passare:

C’è una cosa dentro di te che non conosci e di cui negherei l’esistenza. Finché non sarà troppo tardi per farci qualcosa. È l’unico motivo per cui ti alzi al mattino. L’unico motivo per cui sopporti un capo stupido. Il sangue, il sudore e le lacrime. Questo perché vuoi che le persone sappiano quanto sei bravo, attraente, generoso, divertente, intelligente. Temetemi o riveritemi, ma per favore pensate che sono speciale. Condividiamo una dipendenza. Siamo tossicomani dichiarati. Vogliamo tutti la pacca sulla spalla e l’orologio d’oro. L’ hipp-ip-ourrà del cazzo. Guardate il ragazzo intelligente con il distintivo, che lucida il suo trofeo, brillanti e diamanti impazziti: siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri. Se lo sapessimo, non ci comporteremmo così. Qualcuno ce lo nasconde. E se avessi una seconda possibilità?”

Dialogo di Jake Green (Revolver)

 

L’attuale sistema mondo in cui siamo immersi funziona e si basa su questi assunti, la tua attenzione deve essere sempre fuori, ti devi preoccupare di tutto meno che di te stesso, la gente va avanti, trascina le proprie esistenze pensando che il gioco non finisca mai…

Frank: Qual è la regola di ogni gioco signor Green?

Jake Green: Per diventare più furbo devi giocare contro un avversario più furbo. 

Avi: Bravo. E la seconda regola di ogni gioco?

Jake Green: Più sofisticato è il gioco, più sofisticato è l’avversario.

Avi: Che più o meno e la stessa cosa. Ma quando si ferma? Quando si ferma il gioco?

Jake Green: [Pensando tra sé e sé] Si ferma quando mi darete delle risposte. Non lasciarli scherzare con la tua mente Jake.

Avi: Sa che sono io a scherzare con la sua mente signor Green? Sente quella voce da così tanto tempo che ormai crede sia la sua. Crede che sia il suo miglior amico.

Jake Green: [Pensando tra sé e sé] Dovrà credere che il suo avversario sia il suo miglior amico.

Avi: Dove deve nascondersi un avversario?

Jake Green: [Pensando tra sé e sé] Nell’ultimo posto dove guarderesti.

Avi: Sa chi è Sam Gold, signor Green? Dovrebbe. Perché lui lo sa chi è lei. Lui è qui dentro. [Indica la testa] E finge di essere lei. Lei fa parte di un gioco Jake, fa parte del gioco. Tutti sono nel suo gioco. E nessuno lo sa. E tutto questo, tutto questo è il suo mondo. Gli appartiene. Lo controlla.

 

Il “Gioco” non è la fuori, la partita non si svolge in un Club di scacchi (come nel film), ma è all’interno, è il tuo sistema cognitivo o meglio la parte che il Signor Gurdjieff definisce l’apparato formatore” , che bisogna cambiare, apparato appunto, cioè qualcosa che si prepara alla formazione, alla manifestazione, nel nostro caso della coscienza(?).

Ma cosa centra questo con l’esodo e la bibbia? Centra e come, poiché il mito biblico di Mosè e di conseguenza dell’esodo dall’Egitto ci sta parlando della stessa cosa. L’Egitto nel mito rappresenta proprio i sistemi del mondo, il condizionamento, tutto ciò che tiene schiavi gl’israeliti (Israel non è un popolo ma colui che porta unità a se stesso IS=Iside, RA=Horus, EL=Dio, la trinità, le tre forze che danno vita alla manifestazione) che sono sottomessi al volere e agli ordini del Faraone.

Faraone che rappresenta proprio l’ego, l’aggregato psichico, lo sfidante che ha paura di perdere i suoi schiavi prima che questi si ribellino contro di lui e distruggano il suo regno, si capisce che stiamo parlando di processi interni, che avvengono dentro ognuno di noi. Mosè a questo punto è chiaro che rappresenta la parte cosciente in noi, è il seme di senape per fare riferimento al Nuovo Testamento che se abbeverato germoglia e da i suoi frutti. Mosè che vuol dire proprio tratto in salvo dalle acque ma di quali acque si parla? Dalle acque seminali, le acque della vita, la trasmutazione sessuale, l’arcano AZF della tradizione Gnostica e di queste acque che ci parlano tutti miti che troviamo nelle varie culture sia occidentali che orientali, Mosè che viene trovato dalla sorella del faraone, che lo accudisce e lo fa crescere all’ombra dell’impero egiziano.

Anche qui la parte femminile è l’elemento che permette a Mosè di rimanere in vita, lo prende con sé lo accudisce e lo inizia alla tradizione egizia, il mito ci parla di quella parte femminile/sensibile che è in noi, solo tramite quella parte, se la coltiviamo, possiamo avere la possibilità di renderci conto della nostra situazione, come la Trinity di Matrix che aiuta Neo/Mosè a rendersi conto del proprio stato, ed a cercare di liberarsi, di svegliarsi, Mosè è l’eletto di Matrix.

Il mito dell’esodo ci parla della stessa cosa e quando Mosè si rende conto, scopre la sua situazione anzi l’orrore della situazione in cui vive, la scoperta è il suo dolore sono sempre stati la scoperta è il dolore di chiunque abbia compreso cosa sia questo sistema. La coscienza quanto si desta non dice; accipicchia mi hanno ingannata […] ma piuttosto il dolore che sperimenta e tale da fargli mettere in dubbio l’intera esistenza che fino a quel momento ha vissuto, se abbiamo la forza e la capacità di cavalcare quel sentito, allora possiamo cercare di fare qualcosa per cambiare il nostro stato interno, l’esodo che ci porta dalla schiavitù dell’Egitto e del Faraone(ego) alla terra promessa, Israele (Coscienza).

Il Mito ci dice pure come questo avviene, Mosè per portare il suo popolo dalla schiavitù alla libertà ha bisogno dell’aiuto di Dio (il Padre cosmico comune) che egli sente come una voce in un roveto ardente che brucia ma non si consuma, il fuoco dello spirito che arde dentro ognuno di noi, la Runa Kenaz degli antichi Celti sta a rappresentare lo stesso principio, che gli dice di innalzare il suo bastone che diventa un serpente, la verga di Aronne (Aronne che insieme alla sorella Miriam sono altre parti interne), la trasformazione del bastone in serpente ha molto a che fare con la purificazione attraverso la colonna vertebrale dei primi tre Chakra (schematizzando), la trasmutazione delle energie sessuali, solo dopo aver compiuto questi ed altri prodigi riesce a liberare il suo popolo dall’oppressore(ego/aggregato) e lo conduce, non prima di aver separato le “acque” (la trasmutazione delle acque seminali) del mar rosso alla terra promessa, Israele, ovvero aver portato unità in se stesso.

 

 

Di: Placido Schillaci

 

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