L’Immacolata Concezione | Il ritorno allo stato originario

“Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia” (Cantico 4,7)

L’8 dicembre viene festeggiata dalla chiesa cattolica l’Immacolata Concezione di Maria, dogma cattolico inserito nel calendario liturgico l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, da papa Pio IX. Secondo la visione classica, l’evento sarebbe appunto la concezione immacolata, cioè “senza macchia di peccato” di Maria, da parte di Anna sua genitrice. Di testimonianze o racconti dell’avvenimento poche o nulle sono pervenuti a noi, se non per via di alcuni vangeli apocrifi in cui vi sono riferimenti alla vita di Maria e di Anna sua madre (vedi Protovangelo di Matteo e Protovangelo di Giacomo). Il culto in questione, anche se inserito in tempi relativamente recenti dalla chiesa cattolica, ha origini molto antiche, già nel VIII secolo d.C ci sono testimonianze di un culto simili presso i bizantini, che dall’Oriente lo portarono in Sicilia e in tutta la parte meridionale della penisola.

Quello che ci interessa approfondire in questo scritto, non è tanto l’aspetto dogmatico e liturgico, quanto piuttosto l’aspetto interiore che questa festività può rappresentare. Partiamo dall’etimo della parola Immacolata, dal latino Immaculatus da In e Macula, cioè che è senza macchia, Illibato, Incontaminato, Puro. L’Immacolata quindi è la concezione di qualcosa nel suo stato naturale, originario, incontaminato. Può essere un pensiero, un azione, una percezione, tutto ciò che non viene travisato e deviato dalla prima attenzione, e dal nostro punto d’unione, ovvero il luogo non fisico in cui si sono strutturate e dove convergono tutte le nostre convinzioni e limitazioni.

L’Immacolata Concezione è l’atto che ognuno di noi è chiamato a compiere per entrare in contatto con quella parte più reale ed intima di se stesso. Non a caso, solo Maria, che è stata concepita in questo stato può dare alla luce il Cristo, il figlio dell’Uomo, l’Uomo vero.

“Quando un’anima si converte viene chiamata Maria”…“e diviene un’anima che spiritualmente genera Cristo”. (Sant’Ambrogio)

Generare il Cristo, dal nostro punto di vista, vuol dire realizzare pienamente il proprio Essere. Maria è Immacolata, cioè senza macchia di peccato perché realizza pienamente l’unione con il proprio Sé. Peccare, che in una delle sue possibili accezioni vuol dire “mancare l’obbiettivo”, in questo caso l’obbiettivo è la coscienza di Sé, il ritorno al proprio Essere.

“Io e il Padre siamo una cosa sola” (Giovanni 10,30)

L’Immacolata Concezione per tanto può essere vista in maniera strettamente religiosa o come dogma di fede, ma allo stesso tempo se ci fermiamo un attimo possiamo anche estrapolare dai dogmi e dalla fede religiosa, interessanti spunti di riflessione per iniziare un percorso di conoscenza di Sé.

“Nel momento in cui si inizia ad entrare nella seconda attenzione o, come preferisco chiamarla, ‘sognare da svegli’, un mondo di incantevoli, inesplorate possibilità si apre davanti a noi. Un mondo dove l’apice dell’audacia diventa una realtà. Dove l’inaspettato è aspettato. È il tempo in cui inizia l’avventura ultima dell’uomo. Il mondo diventa senza limiti nelle sue possibilità e meraviglie”. (Carlos Castaneda)

Nota: Questo breve articolo non vuole essere considerato come esaustivo, l’interpretazione dei simboli e del significato esoterico e del tutto personale, non suffragata da nessuna tesi esistente in precedenza o fonte terza.

Di: Placido Schillaci

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