Messaggio di Natale | 2017

“Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” (Giovanni 8:12)

Ci apprestiamo anche quest’anno a vivere un profondo momento di cambiamento, di passaggio dalla tenebra alla luce, questo momento corrisponde astronomicamente al 21 dicembre(secondo il calendario gregoriano correntemente in uso) è viene chiamato Solstizio d’inverno, dal latino solstitium, composto da sol-, “Sole” e –sistere, “fermarsi”, il momento in cui il sole pare fermarsi nel punto di minima declinazione, per continuare successivamente il suo moto. E’ facile capire come questo momento, astronomicamente tra i più importanti dell’anno, generava nelle antiche civiltà momenti di particolare attenzione, ammirazione, stupore e meraviglia, troviamo infatti diverse testimonianze di festività e riti che si svolgevano in questo periodo dell’anno; il Sol Invictus per i pagani; i Saturnalia nell’antica Roma; il Natale per il cristianesimo; Yule nel neopaganesimo; nella tradizione druidica si parla di Alban Arthan, nell’ebraismo troviamo la festa di Hannukkah e molte altre, tutte feste che segnavano la vittoria della luce sull’oscurità.

Non è scopo di questo scritto andare a cercare ed analizzare tutte le diverse festività, celebrazioni, miti e tradizioni, che si sono succedute nel corso dei secoli e che in un modo o nell’altro si collegano al solstizio invernale, piuttosto ci soffermeremo su un aspetto più intimo, interiore che volente o nolente, collegato anche e soprattutto dal passaggio astronomico, genera una profonda opportunità di cambiamento. Un famosissimo detto recita cosi: “a natale siamo tutti più buoni”, la frase di per sé è uno slogan, usato anche per veicolare interessi di tipo commerciale ed altro, ma ad un attenta analisi, se per un attimo cerchiamo di comprendere profondamente il significato del Natale (dal latino: natus nato, più il suffisso –alem che indica appartenenza) scevro da giudizi religiosi di sorta, si parla, in questo caso l’etimo è fondamentale, di qualcosa che nasce. Nasce dentro ognuno di noi.

“Dunque, dobbiamo intendere il Cristo come è, non come una persona, non come un soggetto. Il Cristo è oltre la personalità, dell’‘Io’ e dell’individualità. Il Cristo, nell’esoterismo autentico, è il Logos, il Logos Solare, rappresentato dal Sole. Ora comprendiamo perché gli inca adoravano il Sole; i nawa rendevano culto al Sole, i maya lo stesso, ugualmente gli egizi, etc. Non si tratta dell’adorazione di un Sole fisico, no, ma di ciò che è occultato dietro a questo simbolo fisico. Ovviamente quello che si adorava era il Logos Solare, il Secondo Logos. Il Logos Solare è Unità Molteplice Perfetta, la varietà è unità. Nel mondo del Cristo Cosmico, l’individualità separata non esiste; nel Signore, siamo tutti uno.” (Samael Aun Weor)

Osservando la tradizione a noi più prossima, quella cristiana, vediamo come il natale ci parla della nascita avvenuta circa duemila anni fa, del figlio di Dio, Gesù detto il Cristo. Questo tipo di tradizione, che viene descritta come Essoterica (cioè esteriore perché il suo scopo è quello di parlare alle folle) per interessi che poco hanno a che fare con un processo spirituale è molto con interessi materiali, nel tempo ha manipolato quello che in realtà voleva essere un messaggio intimo e profondo al nostro essere. Il Cristo, l’unto può anche essere stato un personaggio storico, come vuole farci credere la chiesa, ma quello che dobbiamo capire è che il Cristo, inteso nel senso gnostico del termine, è la  coscienza stessa, il logos, è la forza dello spirito, è la luce che vince sulle tenebre. Quali tenebre? Dal nostro punto di vista le tenebre sono i nostri aspetti psicologici, gli aggregati, gli ego, le nostre cattive abitudini, le paure, i vizi è tutto ciò che ci allontana dalla luce, ossia dalla coscienza, dal Cristo. Astronomicamente possiamo osservare la stessa cosa, ossia come fino al 21 dicembre la luce è vinta dal buio, da questa data in poi la luce cresce, le giornate si fanno più lunghe, il Cristo, collegato in questo caso al logos Solare, sconfigge le tenebre ed inizia la sua ascesa.

Non a caso la parola Cristo, l’unto, ha la stessa radice della parola Crisma, cioè l’olio che viene utilizzato per i sacramenti, olio che in antichità veniva anche utilizzato per accendere le lampade, per fare luce, illuminare, appunto. Il Cristo rappresenta la luce della coscienza, la nostra luce intima, che tenta di salire in superficie, oppressa da decine e decine(legioni) di aggregati psicologici. Il Natale, secondo questo punto di vista, rappresenta proprio il momento in cui abbiamo la possibilità di cogliere la nascita di questa luce dentro di noi, che vogliamo chiamarla Cristo, Buddha, Horus, Mitra, Tammuz o in altro modo, poco importa, ciò che importa è cogliere pienamente e profondamente questo aspetto.  

“Gesù sarebbe nato inutilmente a Betlemme, se non nascesse anche nel nostro cuore. Sarebbe morto e risorto inutilmente in Terra Santa, se non morisse e resuscitasse anche in noi. Questa è la natura del Salvator Salvandus. Il Cristo Intimo deve salvarci, ma salvarci dall’interno di tutti noi. Coloro che aspettano la venuta di Gesù di Nazareth in un remoto futuro, si sbagliano. Il Cristo deve venire ora, dall’interno; la seconda venuta del Signore è dall’interno, dal profondo stesso della Coscienza. Perciò è stato scritto quanto Lui ha detto:  “Se sentiste qualcuno dire: ‘Nella piazza pubblica c’è il Cristo’, non credetegli. E se vi dicessero: ‘È lì nel Tempio a predicare’, non credete loro”. Questa volta il Signore non verrà dall’esterno, ma dall’interno; verrà dal profondo stesso del nostro cuore, se noi ci prepariamo.” (Samael Aun Weor)

Il messaggio di Natale è proprio questo, ognuno di noi, in questo momento cosi propizio, faccia nascere dentro di sé, dentro il proprio cuore, il Cristo Intimo, abbandoni i propri egoismi, i propri attaccamenti, le proprie paure, le ansie, i dubbi, gli scetticismi e tutto ciò che ci mantiene perennemente e costantemente in uno stato di conflitto interiore e di conseguenza esteriore. Prendiamoci un momento per noi, la notte del 24 dicembre, se possiamo, fermiamoci ad ascoltare, a meditare, a pregare. Che il Cristo nasca dentro il nostro cuore, che il Cristo nasca dentro ognuno di noi. Buon Natale!

“Accendiamo la fiamma del nostro cuore, come torcia benedetta che è la luce del signore, come fonte sacra di mistico sentimento, da cui sgorga il più limpido torrente d’amore. Accendiamo la fiamma di divina dolcezza, nella quale silenzioso il maestro rifulge.” (Antico rituale Gnostico)

 

Di: Placido Schillaci

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