Messaggio di Natale | 2018

“Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” (Giovanni 8:12)

Anche quest’anno, ci apprestiamo a vivere uno dei momenti più importanti e intensi sia a livello religioso che astronomico e sociale, momento che negli ultimi duemila anni ha scandito la vita dei popoli europei  e non solo, soprattutto dopo l’espansione  e la colonizzazione dell’Europa nel mondo. Stiamo parlando ovviamente del Natale. Fin dalla notte dei tempi troviamo testimonianze dell’importanza del periodo in questione. Collegato al solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno, nelle varie popolazioni ha sempre avuto un importanza primaria nello scandire la vita, la semina, i raccolti e i riti, per questo in tutte le grandi popolazioni possiamo trovare divinità e riti associati al periodo Natale. In Egitto si festeggiava la nascita del Dio Horus figlio di Iside, a Babilonia Shamash e successivamente Tammuz figlio di Semiramide, nell’antica Grecia Dioniso, nel Messico pre-colombiano Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli, nello Yucatan Bacab, nel nord Europa Freyr, in Azerbaigian Zaratustra, in Oriente  Buddha, in india Krishna, in Cina Scing-Shin, in Persia Mithra.

I Romani associarono nello stesso periodo  la festa del “Dies Natalis Solis Invicti”, il Natale del Sole Invitto, ovvero la rinascita sull’orizzonte del nuovo sole, i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” , i Germani “Yulè” la loro festa principale collegata al culto di Odino, gli Scandinavi “Jul”, i Finnici “July”, i Lapponi “Juvla”, i Russi “Karatciun”. Come possiamo vedere, tutte celebrazioni che venivano a ridosso del solstizio d’inverno. Con l’avvento del Cristianesimo, e del cattolicesimo poi, si cerco, in modo da occultare le antiche usanze pagane, la sostituzione delle vecchie divinità e celebrazioni con il nuovo culto.

Per ulteriori approfondimenti sul tema, consigliamo la lettura di questo articolo: https://www.centrostudiantropologici.it/blog/messaggio-natale-2017/

Questa concomitanza tra i diversi culti, ci permette di osservare come nelle antiche popolazioni, dall’Africa all’Europa, dall’India al Sudamerica,  il periodo che adesso viene associata al Natale, era un momento di grande trasformazione, di passaggio, di nascita ad una nuova vita, sia esteriormente che interiormente.  Tutte le divinità che venivano associate al periodo  avevano in comune l’identificazione al sole, al Logos solare, inteso come fonte di vita e dispensatore di luce e calore. Luce che proprio da questa notte tanto propizia avrebbe iniziato il suo lungo incedere, sovrastando le tenebre ed arrivando al suo culmine il 21 Giugno, giorno del solstizio d’estate. Questo processo esteriore è specchio di ciò che avviene interiormente in ognuno di noi. Il sole esteriore è rappresentazione del sole interiore, la luce, il calore e la vibrazione che esso genera, agisce  profondamente in noi stessi, andando a toccare fin nel più profondo le corde del nostro cuore.

“Tutti i cuori corrispondono fra loro e partecipano pulsando al battito del grande cuore di Dio”. (Pier Luigi Ighina)

Il Sole come simbolo e archetipo che si associa alle divinità solari, ma che trova nel Cristo la sua massima forma di espressione. Il Cristo in questo caso non è necessariamente una persona fisica, quanto piuttosto la coscienza stessa che si manifesta in ognuno di noi. Il Cristo è il Sole è il Logos solare che nasce per dissipare le nostre tenebre interiori. E’ la luce, la forza, il calore, la vibrazione che irradia dal di dentro, è uno stato naturale dell’essere.  Nei giorni che vanno dal 21 al 25 dicembre, questa luce, che è il nostro Cristo intimo ci dà la possibilità di renderci conto, di prendere coscienza, di nascere ad una nuova consapevolezza. Nei secoli purtroppo questo momento così interiormente propizio, si è sempre più trasformato in una festa esteriore, e nel XIX secolo con l’avvento del capitalismo e del consumismo è diventata quasi totalmente una festa commerciale. Lo spirito del Natale, che troviamo citato spesso negli slogan e nelle pubblicità natalizie, poco ha a che fare con ciò che era realmente agli albori della tradizione Cristiana e delle precedenti tradizioni pagane. Lo spirito del Natale è lo spirito del Cristo, lo spirito del Logos solare che nei secoli ha sempre accompagnato l’uomo sotto varie forme e culti.

“Cristo è la Sapienza stessa, è il Logos Solare il cui corpo fisico è il Sole. Cristo cammina con il suo Sole nello stesso modo in cui l’anima umana cammina con il suo corpo di carne ed ossa. Cristo è la luce del Sole, la luce del Sole è la luce del Cristo.” (Samel Aun Weor)

Il messaggio di Natale per questo 2018 è quello di trovare in questi giorni così propizi, un momento per stare in silenzio con voi stessi, per fermarvi un attimo nella cella del vostro cuore e cercare per quanto possibile di sentire interiormente questa luce, questa forza, questa vibrazione, questa ispirazione, questo silenzio interiore che è la via, la verità, la vita.

“Accendiamo la fiamma del nostro cuore, come torcia benedetta che è la luce del signore, come fonte sacra di mistico sentimento, da cui sgorga il più limpido torrente d’amore. Accediamo la fiamma di divina dolcezza, nella quale silenzioso il maestro rifulge”. (Antico Rituale Gnostico)

 

Di:Placido Schillaci

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