Messaggio di Natale | 2019

“In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio.” (Giovanni. 3-3)

Natale dal latino Natalèm natalizio da Natus nato participio passato di Nasci nascere. Il natale, come ci suggerisce l’etimo è un evento che celebra la nascita. Nella nostra tradizione è la festività che celebra la nascita di Gesù detto il Cristo, il Salvatore della religione Cristiana. Nelle tradizioni più antiche che oggi etichettiamo in maniera pressoché negativa con il termine pagane (anche se pagano dal latino Paganus, vuol dire colui che vive nel villaggio, niente quindi di negativo o immorale), negli stessi giorni si celebravano diverse festività, ognuna collegata ad una divinità nascente.

Abbiamo affrontato in precedenti articoli le corrispondenze con le diverse divinità a livello storico, culturale e astronomico, per ulteriori approfondimenti vi indirizziamo ai seguenti link:

Messaggio di Natale | 2018

 

Messaggio di Natale | 2017

La nascita o natività è il momento dell’entrata in vita di un essere, che accada dal grembo di un mammifero o dall’uovo di un oviparo fa poca differenza. Questa è definita nascita biologica, in quanto è un entità fisica a venire alla luce. La nascita di cui si parla nel passo riportato all’inizio dell’articolo invece ci vuol far riflettere su di un’altro tipo di nascita, che potremmo definire interiore.

“Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.”  (Giovanni 3,1-8)

Le condizioni per cui questa “seconda nascita” avvenga, sono frutto di una serie di eventi che possono essere sia esterni che interni all’uomo stesso. In questo periodo o meglio dal periodo che va dal 22 (solstizio di inverno) al 26 dicembre, le influenze esterne che riceviamo dal pianeta, dal sole e da tutto l’universo sono favorevoli a tale cambiamento o nascita interiore. Non a caso la data del 25 dicembre venne ufficiosamente utilizzata per indicare la nascita di Gesù Cristo, sia per la concomitanza con le altre feste dedicate ai culti solari, sia perché il periodo in questione risulta essere particolarmente propizio per un lavoro di nascita interiore, in quanto la possibilità di accorgersi che qualcosa dentro di noi può cambiare, che qualcosa dentro di noi può nascere sono maggiori rispetto ad altri periodi dell’anno.

“In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodèmo: Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.  Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”. (Giovanni 3:3,8)

Nascere dall’alto è una metafora. L’alto rappresenta le regioni spirituali. Il Cristo utilizza delle metafore anche quando parla di acqua e spirito. L’acqua è l’elemento fondamentale della vita, il veicolo fisico dove tutto nasce ed è nato, lo spirito è la forza immateriale che discende dall’alto sotto forma di colomba(simbolica)! Cioè quella sostanza spirituale che permea tutto ciò che ha vita. L’acqua è anche rappresentazione delle nostre emozioni, proprio attraverso di esse o per meglio dire attraverso l’osservazione delle nostre emozioni possiamo iniziare ad accorgerci delle nostre dinamiche interiori e iniziare così la nostra nuova nascita.

In questi giorni cosi propizi dove le circostanze e le influenze ci portano verso un nuovo spazio di consapevolezza, dove i popoli antichi celebravano l’apertura verso la porta degli dei, ovvero il passaggio verso i cieli interiori, che sono la vera nascita dell’uomo, Vi auguriamo Buon Natale e felice nascita interiore!

“Accendiamo la fiamma del nostro cuore, come torcia benedetta che è la luce del signore, come fonte sacra di mistico sentimento, da cui sgorga il più limpido torrente d’amore. Accediamo la fiamma di divina dolcezza, nella quale silenzioso il maestro rifulge.” (Antico Rituale Gnostico)

 

Note: Questo breve articolo non vuole essere considerato come esaustivo, l’interpretazione dei simboli e del significato esoterico è del tutto personale. 

 

Di: Placido Schillaci

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