“Mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono son solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.” (Corinzi 4:18)

 

Come ogni anno, si avvicina il giorno più importante del calendario solare e come ormai da consuetudine, chiudiamo l’anno con un messaggio rivolto al Natale.

Quest’anno vogliamoci soffermarci su un aspetto molto importante, che è anche una delle tre virtù teologali, la Speranza.

Speranza viene dal latino spes che a sua volta nasce dalla radice sanscrita spa, che significa tendere verso una meta. La Speranza, quindi è quel sentimento, che nella tradizione ci spinge a raggiungere (sotto l’influenza della grazia Divina) una meta, un obbiettivo. Una domanda a questo punto sorge spontanea, quali sono gli obbiettivi o le mete che ci prefiggiamo o speriamo di raggiungere?

Se ci fermiamo un attimo a riflettere sulla domanda, quasi sicuramente, ci accorgiamo che questi obbiettivi hanno molto a che fare con aspetti materiali, esteriori, effimeri, che sono principalmente frutto delle nostre aspirazioni egoiche ed egocentriche.

La Speranza, dal punto di vista interiore o iniziatico è quella virtù che ci spinge a raggiungere l’unica meta degna di essere raggiunta, ovvero la Coscienza.  Solo se aspiriamo a questa meta, l’azione della grazia Divina può fare il suo dovere, cioè agire in conformità allo Spirito Santo.

Nel momento in cui la nostra idea di speranza è rivolta all’esteriorità, all’individualismo, all’egocentrismo, all’arrivismo, a soddisfare, come dicevamo poc’anzi, le nostre aspirazioni egoiche, non diamo alla virtù la possibilità di manifestarsi nella nostra esistenza. Da ciò, nascono i conflitti, i disagi, i turbamenti, i mali che viviamo ogni giorno.

Come scrisse San Paolo nella sua Lettera ai Romani:

“Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità.” (Lettera ai Romani 12-10,14)

 

La Speranza non è quella virtù a cui dobbiamo aggrapparci solo nel momento del bisogno, ma è una virtù da coltivare, da far crescere, da far fiorire all’interno del nostro spazio quotidiano. Solo se lasciamo spazio a qualcosa di più grande e inconoscibile possiamo “sperare” che la nostra meta, la nostra presa di Coscienza avvenga.

 

“Siate forti e coraggiosi, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, il tuo Dio, è colui che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà.” (Deuteronomio 31:6)

 

Quest’anno che sta per concludersi è stato, sotto molto punti di vista, un anno molto difficile. Non vogliamo entrare nello specifico della situazione, ma vogliamo invitare i nostri lettori a prendere atto che da grandi sofferenze nascono sempre grandi spinte verso una maggiore presa di Coscienza, individuale e collettiva. La nostra speranza, per questo Natale che è alle porte sta proprio in questo. Che sia un Natale di grande crescita Interiore, e che porti ad ognuno di noi la Luce di cui ha bisogno per il proprio cammino. Con questo breve scritto Vi auguriamo Buon Natale e felice nascita interiore!

 

“Accendiamo la fiamma del nostro cuore, come torcia benedetta che è la luce del signore, come fonte sacra di mistico sentimento, da cui sgorga il più limpido torrente d’amore. Accediamo la fiamma di divina dolcezza, nella quale silenzioso il maestro rifulge.” (Antico Rituale Gnostico)

 

Note: Questo breve articolo non vuole essere considerato come esaustivo, l’interpretazione dei simboli e del significato esoterico è del tutto personale. 

 

Di: Placido Schillaci