Il Mondo d’oggi | Un nuovo modello Educativo

IL MONDO D’OGGI

Il mondo dell’uomo odierno è un mondo senza limiti. Un mondo nel quale nasce una pena profonda, e per questo motivo la negatività è penetrata inglobando tutto, perciò il sesso, la paura, l’avidità di potere e la violenza, sembrano dirigere la vita. Basta osservare come si sviluppa il nostro giorno, per renderci conto di come la negatività la impregna già dal momento in cui usciamo dalla nostra casa. I figli dei vicini, gli automobilisti nelle strade, il capo ufficio, tutti costoro cercano di scaricare il proprio malumore su qualcuno o su qualcosa. Se iniziamo la lettura di un quotidiano, tra i titoli della prima pagina abbiamo difficoltà a trovare una notizia positiva. Tutto si riferisce a guerre, disturbi, droga, incomprensioni, tensioni, uccisioni, scialacquatori ed incompetenti.

Nel nucleo famigliare, quando sta per nascere un bambino, si dice: “Perché crescere un bambino in quest’epoca?”. Vediamo solo il lato negativo di quello che succede, delle opinioni ed anche delle prospettive del futuro. E la negatività non è nient’altro che la negazione di se stessi. Il processo comincia col negare se stessi e da questo punto, da questo sentimento, si continua a negare tutto, passando per tutti i gradi, dalla collera fino all’autocommiserazione. Quasi nulla avviene senza che l’ombra della negatività copra ed inglobi tutto; sia la gente e le loro reazioni, come le cose, gli avvenimenti e le loro circostanze.

Altro segno di questo secolo è la violenza, che ci prende come una valanga.. Comincia a cadere come una cosuccia da nulla dall’alto della montagna, e diviene via via più grande, crescendo ogni momento di più, acquistando maggior impulso, maggior velocità, portando con se persone, case, villaggi, paesi. La conseguenza di vedere le cose a modo nostro e i difetti dell’educazione, instaurano in noi la violenza che diventa ogni volta più forte, tanto da occuparne il primo posto e non dando spazio quasi più a niente.

Altra caratteristica d’oggi è la permissività che esiste in un mondo senza limiti né barriere. Questa situazione impedisce che l’essere acquisisca una coscienza morale, indicatrice di ciò che è bene o male, e causa negli uomini una grande incertezza. Nulla si chiede, né si esige, né s’indica, è il sì totale di fronte al no inflessibile, al no tradizionale.

Questo mondo giacché è marchiato dal segno del materialismo, in cui i valori che imperano sono il denaro, l’acquisizione di cose e l’avidità di potere. “La valorizzazione” o “ciò che vale” per l’essere umano, la persona, si stabilisce da ciò che ha, da ciò che gli piace o dal potere che ostenta. Pertanto la vita si guarda come fonte di piacere senza il quale non si ha valore. E questa fetta di piacere la si ottiene semplicemente pagando con il denaro, che dirige la vita di ognuno e perciò si è giustificati a calpestare chiunque per ottenerlo. Il crimine si organizza e prospera perché è proprio la nostra società che lo patrocina.

Altro problema è il sesso. Esso è mal compreso, mal visto e occupa un posto che non gli corrisponde. Si tiene un atteggiamento contraddittorio di fronte ad esso perché nello stesso tempo che è ricercato, lo si disprezza e lo si respinge.

In questo mondo caotico, contraddittorio, angustiante e allo stesso tempo eccessivamente strutturato, ai genitori – che non han maturato sufficientemente e necessitano essi stessi di passare per molte esperienze personali – li si suppone capaci di sapere e di potere educare i propri figli. Però la realtà è che questa è un’opera al di sopra delle loro possibilità.

Estratto da  “Non sapere è formidabile”  di Natalie De Salzmann de Etievan

 

“Ti sei mai fermato un attimo ad osservarla? Ad ammirare la sua bellezza? La sua genialità? Miliardi di persone che vivono le proprie vite, inconsapevoli.” (Agente Smith – Matrix)

L’estratto che abbiamo riportato nasce dalle considerazioni e dalle esperienze di Natalie De Salzmann de Etievan, scrittrice, traduttrice e soprattutto pedagogista, che attraverso l’insegnamento di Georges Ivanovič Gurdjieff, di cui è stata fin da piccola in strettissimo contatto, riesce a creare un sistema educativo completo che oggi viene indicato come modello educativo Etievan.

Non entriamo nel merito del sistema Etievan, in quanto non abbiamo le conoscenze adeguate, quanto piuttosto ci vogliamo soffermare sul discorso dell’educazione in generale. Educare, termine che oggi sentiamo spesso nei dibattiti politici e altro, viene dalla parola latina Educère, cioè portare fuori, condurre, estrarre. Educazione come metodo di estrazione, si ma cosa bisogna estrarre, cosa bisogna portare fuori, fare emergere? Quello che l’attuale sistema educativo permette di portare fuori e ben poco, si tende invece ad imporre, dettare, mettere in ordine, omologare al pensiero collettivo comune e a questo accordarsi.

Un sistema del genere crea degli ottimi operai, non inteso in maniera negativa, tutti siamo operai, nel senso che mettiamo in opera qualcosa che non ha nulla a che fare con le aspirazioni del nostro essere. Il sistema educativo attuale mette al centro l’acquisizione di determinate qualifiche, schemi, metodi non l’uomo e l’armonia che questi naturalmente manifesta nella sua tenera età, salvo poi allontanarvisi a causa proprio del sistema di credenze/educativo a cui viene sottoposto.  

“Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca.” (Agente Smith – Matrix)

Gli alchimisti medioevali parlavano di estrazione, di trasformazione dal piombo in oro, e forse si avvicinavano molto di più a ciò che era la natura umana. Il piombo è l’elemento grezzo che va lavorato e dal quale dopo molte operazioni alchemiche si può estrarre l’oro. Per analogia e corrispondenza l’uomo rappresenta l’elemento grezzo, l’oro è ciò che possiede dentro di sé, e che deve estrarre nel corso della propria esistenza terrena. L’educazione dovrebbe occuparsi di questo, dare gli elementi necessari affinché ognuno riesca ad estrarre l’oro da se stessi, le proprie qualità, il proprio talento, la propria unicità.

Lo scopo di questo breve articolo non è di proporre o presentare un nuovo modello educativo, quanto piuttosto di porre delle domande e tentare di far riflettere il lettore sul sistema attuale, e dare degli spunti di ragionamento affinché sempre più persone si accorgano e decidano di cambiare…

“So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi, paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente, quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro.” (Neo – Matrix)

 

Di: Placido Schillaci

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