Il 3 Febbraio è il giorno di San Biagio, matematico, fisico e mistico Cristiano. Il Santo, di origine armena è venerato sia in Oriente che in Occidente e trova un culto molto vivo nella città di Milano.

La sua morte fu cruenta, non volendosi ribellare di fronte ai Romani e rimanendo ferma la sua volontà di fede nel Cristo. E’ considerato il protettore della gola, sopratutto in forza di una leggenda, la cui natura è probabilmente simbolica.

Si narra che durante la persecuzione dei cristiani, San Biagio fu costretto a rifugiarsi su un monte, in una grotta nella quale si dice che si affacciassero delle belve feroci per aspettare la sua benedizione. Il Santo la sera usciva dall’anfratto e con il segno della croce benediceva e guariva gli animali che gli si paravano di fronte. Quando questo spettacolo si presentò agli occhi di alcuni cacciatori, questi, sbigottiti, raccontarono tutto al prefetto della città, il quale ordinò la cattura del vescovo. Questo avvenimento gli fece avere il patronato sugli animali. Mentre scendeva dal monte gli si parò davanti una donna con il figlioletto in braccio, il quale rischiava il soffocamento per aver ingoiato una lisca di pesce. San Biagio, con il solo segno della croce, liberò la gola del bambino, che fu salvo.

La gola è immagine del quinto chakra inteso come la funzione del Verbo, la Creazione. La narrazione ci suggerisce il processo di Risveglio della Parola o Verbo, il Nomen, il nostro nome interno o Reale Essere, supportato dal suo potenziale creativo, le acque o energia vitale-sessuale (nella simbologia alchemica le gonadi sono infatti strettamante legate al quinto chakra o gola, che ad esempio nell’uomo vede comparire il pomo detto d’Adamo, proprio in corrispondenza del risvegliarsi del potenziale sessuale). Salvare il bambino è nel simbolo salvare la Coscienza, il bambino rappresenta la purezza della nostra Essenza ed allo stesso tempo la nostra Coscienza rimasta ancora bambina, il bisogno della sua evoluzione, il rito di Passaggio che si produce nel coltivarla, il bisogno di liberarla dalle ostruzioni e dagli ostacoli prodotti da elementi ad essa estranei, “ingoiati” e non “digeriti” ossia non compresi, e quindi non sciolti, nel tempo. La Madre del bambino è la nostra vitalità, l’Eterna Madre Intima, Maya, Iside. La lisca sottolinea l’idea di scarto o rifiuto, gli aggregati, ed il bisogno di estirparli, epurare la malia del caos a cui la nostra vita interiore è sottoposta attraverso i continui impulsi che riceve dal sistema e che incompresi risultano in disordine, blocco, sofferenza.

Se la spina o l’osso non volesse uscire fuori, volgiti all’ammalato e digli “Esci fuori, osso, se pure sei osso, o checché sii: esci come Lazzaro alla voce di Cristo uscì dal sepolcro, e Giona dal ventre della balena”. Ovvero fatto sull’ammalato il segno della croce, puoi proferire le parole che Biagio martire e servo di Cristo usava dire in simili casi “O ascendi o discendi“. (Opus medicum libris XVI, Ezio di Amida)

“Esci” come Lazzaro, ossia come il Lazzaro interiore, il me stesso che soffoca con i suoi falsi bisogni, lamenti, ambizioni e molto altro, il Cristo Intimo.

Il modo in cui egli si pone inoltre verso gli animali è compassionevole, benedetto. Gli animali sono un altro simbolo della natura inferiore o egoica, alterata dal Lazzaro, e San Biagio li cura e li benedice con la Croce, simbolo di Morte e Rinascita, come a suggerire il bisogno di conciliare la propria natura inferiore a quella superiore in modo tutt’altro che dispotico, bensì caldo, amorevole, accogliente, una fioritura affrancata dalla luce della Comprensione, tutte qualità che ci ricordano il Femminile alle sue sfere più elevate, la necessità di dargli modo di sbocciare, e che tale alba riporti l’armonia che è necessaria alle nostre parti. Il Femminile è inteso ovviamente come principio immateriale, la forza attraverso cui quest’atto di amore e misericordia si risolve nel conseguimento del Patronato, ossia un Dominio consapevole della nostra natura umana. Non si tratta di un principio che è meglio di un’altro, di femminile e matrilineare in combutta con patriarcale, ma di armonia tra le parti, da armozein (in greco “collegare”, “mettere d’accordo” ), simbolo della giusta misura, il cuore e la piuma, il che è perfettamente evidenziato peraltro dal dipinto. Esso infatti mostra San Biagio nel saluto Gnostico con la mano benedicente, il 3, Triamazikamno, Femminile e Maschile, Padre e Figlio, come elementi atti a far sorgere appunto una terza Forza, lo Spirito, struttura simbolica di tutte le trimurti o trinità religiose. Il Santo Conciliare, che per sua natura rende una condizione tra i due poli tale da permettere alla Coscienza di manifestarsi.

Di: Salvatore Porto