San Nicola, Sinterklass, Santa Klaus | La nascita di Babbo Natale

Oggi 6 dicembre si celebra  secondo il calendario Gregoriano utilizzato dalla Chiesa Cattolica, San Nicola detto di Bari o di Myra. Vescovo, Santo e personaggio tra i più importanti del medioevo, dalla sua storia e dalla sua leggenda nacque la figura, oggi conosciuta a livello mondiale di Babbo Natale.

Venerato come Santo sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa, festeggiato da quest’ultima il 19 Dicembre per via della differenza di 13 giorni tra il calendario Giuliano e il calendario Gregoriano, è una figura importantissima in entrambe le fedi  e in molte altre confessioni  Cristiane. Nato presumibilmente il 15 marzo del 270 d.C. a Pàtara in Licia, si hanno poche notizie della sua infanzia e dei suoi primi anni in seno alla comunità Cristiana. Le prime fonti ci parlano di lui quando si trasferisce a Myra, sempre in Licia, dove viene ordinato sacerdote e dove alla morte dell’allora vescovo della città, viene acclamato dal popolo come suo successore.

Passato anche alla storia per lo “schiaffo di Ario”, si racconta che al concilio di Nicea del 325 d.C. (anche se non si è certi della sua presenza) in un momento d’impeto diede uno schiaffo al Teologo berbero Ario, per difendere l’ortodossia da lui rappresentata in contrasto con le teorie di quest’ultimo (teorie che diventeranno successivamente conosciute come Arianesimo) che vennero giudicate eretiche dal concilio.

San Nicola viene ricordato e celebrato principalmente per le su opere di carità, e per essersi distinto in un periodo storico e culturale molto difficile (ricordiamo infatti che le comunità Cristiane e lo stesso San Nicola vissero la persecuzione  dell’imperatore Diocleziano) per aver aiutato poveri, mendicanti, perseguitati, bisognosi e molte delle persone che vivevano ai margini della società del suo tempo. Anche per questo le leggende sul suo conto si sprecano e se ne raccontano di svariate, dai miracoli alle guarigioni prodigiose, dalla risoluzione di carestie fino alla resurrezione di alcuni bambini. Tutto questo ha fatto si che, soprattutto nel medioevo, San Nicola diventasse una della figure di maggior interesse all’interno delle comunità Cristiane, e venerato in modo particolare dai più bisognosi.

Le sue spoglie si trovano a Bari, dove furono traslate da Myra tra il 7 e il 9 maggio del 1087 d.C,  non senza difficoltà da parte degli uomini che compirono l’impresa. Il Santo era già venerato nella città Pugliese come protettore dei marinai, dei navigatori e dei commercianti, ma la possibilità di avere le sue spoglie, complice anche la difficile situazione venutasi a creare in medio oriente dopo la caduta di Myra in mano ai musulmani e la possibilità sempre più concreta di distruzione da parte di questi ultimi delle reliquie Cristiane, rese l’azione un vero è proprio atto di salvataggio.

Ma come si trasforma il culto di San Nicola nella figura di Babbo Natale?

Come dicevamo, la figura del Santo di Myra, venne particolarmente sentita e venerata dai poveri, dalle persone indigenti e soprattutto dai bambini, ai quali il Santo, almeno cosi ci raccontano le storie che sono giunte sino a noi, abbia dispensato diversi prodigi.

“In quella città c’era un uomo che era oppresso da una grande povertà e riusciva a tirare avanti grazie ai prestiti di qualche vicino.  Aveva quest’uomo due figlie.  Colui che porta le anime alla rovina, il diavolo, lo sobillò contro la propria discendenza suggerendogli di darle alla prostituzione.  Egli pianse dal dolore, considerando la cosa vergognosa, tuttavia, pressato dall’estremo bisogno, si decise ad attuare il proposito.  Il giovane Nicola, addormentatosi, una notte vide in sogno un angelo in bianche vesti, il quale spingendo innanzi le due fanciulle e il loro padre, gli rivolse la parola dicendo: «Nicola, la responsabilità della rovina di queste tre anime ricadrà su di te, se tu non darai ad essi l’oro che si trova nella tua casa». Svegliatosi, si ricordò della visione.  Era stato infatti il consiglio di Dio che provvede al bene di tutti.  E così, avendo atteso il momento in cui sapeva che i genitori sarebbero stati fuori casa, di nascosto entrò nella stanza ov’era lo scrigno dell’oro e sottrasse una somma.  Quando venne la sera andò e di nascosto, attraverso una finestrina, gettò il danaro sulla tavola ove il povero uomo era solito mangiare.  Alla vista dell’oro, quello disse: «Oggi è giunta per me una grande salvezza.  Il nemico non gioirà della rovina delle mie figlie, poiché non le farò unire peccaminosamente, ma le farò legittimamente sposare».  E fece sposare la figlia maggiore.  La notte seguente Nicola agì nuovamente allo stesso modo, dandogli altre 50 monete.  Avendole prese, quello fece sposare anche la figlia minore, ringraziando Dio e colui che aveva praticato la carità cristiana nei suoi confronti.  Comportandosi così, il grande Nicola salvò delle anime che si erano trovate nelle più grandi ristrettezze.

Da questo e da altri racconti nasce nel tempo la leggenda di San Nicola come dispensatore di doni. Per celebrare questa ricorrenza, nel periodo medioevale si prese l’abitudine di far trovare dei doni ai più piccoli nei primi giorni di dicembre, in concomitanza con la festività del Santo.

Nei paesi del nord Europa, la ricorrenza venne anch’essa integrata nel tessuto sociale e nel periodo coloniale, i coloni partiti dai Paesi Bassi e soprattutto dalla cittadina di Amsterdam, la portarono nel nuovo continente. Nuova Amsterdam, ovvero l’attuale New York, agli inizi del 800’ trasforma, anche grazie al periodo di espansione economica e industriale, San Nicola, Sinterklass in lingua Olandese, in Santa Klaus ovvero in nostro attuale Babbo Natale. La versione che noi oggi conosciamo, ossia quella del vecchio paffutello con la lunga barba bianca e vestito di rosso è dovuta ad una successiva elaborazione, nata all’inizio del 900′ da un’idea pubblicitaria dell’azienda Coca Cola.

Infine, possiamo anche collegare la figura San Nicola intesa come l’anziano che porta doni, alla figura dell’Anziano dei Giorni, dispensatore di sapere(doni) e rappresentazione di Dio Padre, la cui iconografia è molto simile a quella del Santo di Myra.

 

Note: Questo breve articolo non vuole essere considerato come esaustivo, l’interpretazione dei simboli e del significato è del tutto personale.

 

Di: Placido Schillaci