I Tre tipi di sogni | Tenzin Wangyal Rinpoche

Esistono tre tipi di sogni (nel Buddismo Bon Dzogchen), che nella pratica formano una progressione, anche se non esatta:

1) Sogni samsarici ordinari

2) Sogni della chiarezza

3) Sogni della chiara luce

I primi due si distinguono perché hanno cause diverse, e in ciascuno la persona che sogna può essere lucida o no. Nei sogni della chiara luce c’è coscienza, ma non c’è la dicotomia soggetto-oggetto. I sogni della chiara luce avvengono nella coscienza non-duale.

 

I   SOGNI   SAMSARICI

I sogni che in generale abbiamo più spesso sono i sogni samsarici, che sorgono dalle tracce karmiche. Il significato che troviamo in questi sogni è il significato che noi stessi vi proiettiamo, è attribuito dalla persona che sogna, più che essere intrinseco al sogno. Questo è anche il caso dei significati nella vita da svegli. Ciò non priva i sogni significativi della loro importanza, più di quanto privi i significati della nostra vita da svegli della loro importanza. E’ un processo simile alla lettura di un libro. Un libro consiste solo in segni sulla carta, ma poiché noi attribuiamo loro un significato, ne ricaviamo un significato. E il significato di un libro, come quello di un sogno, è soggetto a interpretazione. Due persone possono leggere lo stesso libro e averne esperienze totalmente diverse; una persona può cambiare tutta la suo vita basandosi sul senso che ha trovato in quelle pagine, mentre un suo amico può trovare il libro solo superficialmente interessante, o neanche quello. Il libro non è cambiato. Il significato è proiettato sulle parole dal lettore, e poi letto.

I   SOGNI   DELLA   CHIAREZZA

Man mano che si progredisce nella pratica del sogno, i sogni diventano più chiari e dettagliati, e se ne ricorda sempre di più. Questo è il risultato dell’aver portato una maggiore consapevolezza nello stato di sogno. Oltre a questa maggiore consapevolezza nei sogni ordinari, esiste un altro tipo di sogni, i sogni della chiarezza, che sorgono quando la mente e il prana sono equilibrati e la persona che sogna ho sviluppato la capacità di rimanere nella presenza non-duale. A differenza dei sogni samsarici, in cui la mente è trascinata qua e là dal prana karmico, nei sogni della chiarezza la persona che sogna è stabile. Sebbene sorgano immagini e informazioni, queste sono basate meno su tracce karmiche personali e contengono invece una conoscenza direttamente disponibile a un livello di coscienza sottostante a quello del sé convenzionale. Ciò è analogo alle differenze tra il prana karmico ruvido del canale bianco, che è connesso alle emozioni negative, e il prana della saggezza del canale rosso. Proprio come entrambi sono prana karmico, energie coinvolte nell’ esperienza dualistica, ma una è più pura e meno soggetta all’illusione dell’altra, così i sogni della chiarezza sono più puri e meno soggetti all’illusione dei sogni samsarici. Nei sogni della chiarezza è come se qualcosa venisse dato alla persona che sogna o da lei trovato, contrariamente a quanto avviene nei sogni samsarici, il cui significato è proiettato dalla persona che sogna sulla purezza dell’esperienza fondamentale.

Sogni della chiarezza possono sorgere occasionalmente in chiunque, ma non sono comuni fino a che la pratica non si sviluppa e diventa stabile. La maggior parte di noi ha solo sogni samsarici basati sulla vita di tutti i giorni e sulle emozioni. Anche se può capitarci di avere un sogno riguardante l’insegnamento, i nostri maestri, la pratica, i buddha o le dakini, questo sogno è sempre, probabilmente, samsarico. Se facciamo pratica con un maestro, ciò naturalmente si rifletterà nei sogni. È una cosa positiva, perché significa che siamo impegnati nell’insegnamento, ma l’impegno in sè è dualistico, e perciò appartiene al regno del samsara. Ci sono aspetti migliori e peggiori del samsara, ed essere completamente dedicati alla pratica e agl’insegnamenti e fra i migliori, perché quella è la via per la liberazione. Ma è positivo anche non scambiare i sogni samsarici per sogni della chiarezza.

Se commettiamo l’errore di credere che i sogni samsarici ci stiano offrendo una guida reale, allora giorno per giorno cercheremo di modificare la nostra vita seguendo i dettami dei sogni, e questo può diventare un lavoro a tempo pieno. È anche un modo di rimanere fissati sul proprio dramma personale, credendo che tutti i nostri sogni siano messaggi provenienti da una fonte superiore, più spirituale. Non è così: dobbiamo prestare grande attenzione ai sogni e sviluppare la comprensione di quali hanno significato e quali sono solo la manifestazione di emozioni, desideri, paure, speranze e fantasie della natura vita quotidiana.

I SOGNI DELLA CHIARA LUCE

Esiste un terzo tipo di sogni, che si ha quando si è avanti sul sentiero; i sogni della chiara luce. Questi sogni sorgono dal prana primordiale del canale centrale. In genere si parla di chiara luce negli insegnamenti riguardanti lo yoga del sonno, indicando così uno stato libero da sogni, pensieri e immagini, ma esiste anche un tipo di sogni della chiara luce in cui la persona che sogna è nella natura della mente. Non è un risultato facile da ottenere: il praticante deve essere molto stabile nella coscienza non-duale, prima che sorgano i sogni della chiara luce. Gyalshen Milu Samleg, autore di importanti commentari ai Tantra Madre, scrisse che egli stesso praticò costantemente per nove anni prima di incominciare ad avere sogni della chiara luce.

Sviluppare la capacità di avere sogni della chiara luce è come sviluppare la capacità di rimanere nella presenza non-duale del rigpa durante il giorno. Inizialmente, rigpa e pensiero sembrano differenti; sembra che nell’esperienza del rigpa non ci siano pensieri, e se questi sorgono ci distraiamo e perdiamo il rigpa. Ma quando sviluppiamo la stabilità nel rigpa i pensieri semplicemente sorgono e si dissolvono senza oscurarlo minimamente, e il praticante rimane nella coscienza non-duale. E’ una situazione simile a quando si impara a suonare il tamburo e la campana insieme, nelle pratiche rituali: all’inizio riusciamo a suonarne solo uno alla volta. Se suoniamo la campana perdiamo il ritmo del tamburo, e viceversa, ma dopo un certo tempo riusciamo a suonarli tutti e due contemporaneamente.

I sogni della chiara luce non sono la stessa cosa dei sogni della chiarezza che, anche se sorgono da aspetti profondi e relativamente puri della mente e sono generati da tracce karmiche positive, avvengono ancora nel dualismo. I sogni della chiara luce, anche se emergono dalle tracce karmiche del passato, non hanno come risultato l’esperienza dualistica. Il praticante non si ricostituisce come un soggetto osservante in relazione al sogno come oggetto, né come soggetto nel mondo dei sogni, ma dimora totalmente integrato nel rigpa non-duale. Le differenze tra i tre tipi di sogni possono sembrare sottili. I sogni samsarici sorgono dalle emozioni e dalle tracce karmiche individuali, e tutto il loro contenuto è formato da quelle tracce ed emozioni. I sogni della chiarezza portano in se una conoscenza più obiettiva, che sorge dalle tracce karmiche collettive ed è alla portata della coscienza, quando questa non e imprigionata nelle tracce karmiche personali. La coscienza allora non è limitata da spazio, tempo e storia personale, e la persona che sogna può incontrare esseri reali, ricevere insegnamenti da veri maestri e trovare informazioni utili agli altri e a se stessa.

I sogni della chiara luce non sono definiti dal loro contenuto, ma sono tali perché non c’è un soggetto che sogna o un ego relativo al sogno, né un sé in rapporto dualistico col sogno o col suo contenuto. Sebbene il sogno sorga, è un’attività della mente che non disturba la stabilità del praticante nella chiara luce.

Tratto da “Lo Yoga tibetano del sogno e del sonno” di Tenzin Wangyal Rinpoche

 

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